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Scritto da Ufficio Stampa
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Domenica 05 Settembre 2010 15:17 |
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"68.345. E' il numero dei detenuti che erano presenti nelle oltre 200 carceri italiane il 31 agosto scorso
Tutte le Regioni italiane hanno ampiamente superato la capienza regolamentare, quella cioè per si è stimato che un carcere possa funzionare correttamente seguendo i dettemi della nostra Costituzione."
E' l'ennesima pesante denuncia della Segreteria Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa della Categoria, che con il segretario generale Donato Capece commenta: "Da tempo il SAPPE sta perseguendo da tempo una campagna di diffusione di questi dati per far conoscere all'opinione pubblica la reale situazione che migliaia di Poliziotti Penitenziari sono costretti a fronteggiare 24 ore al giorno.
E' solo grazie alla professionalità e al senso dello Stato che hanno le migliaia di Poliziotti Penitenziari - carenti in organico di più di 6mila unità - che si riescono a contenere i disagi e le proteste delle quasi 69 mila persone detenute, prosegue Capece.
Il settore penitenziario è l'ultima fase di un processo di politiche sulla giustizia. Se questo settore è al collasso come i dati dimostrano ampiamente, significa che qualunque provvedimento a monte verrà avvertito in carcere solo dopo alcuni mesi.
Ma la situazione oggi è tale che la Polizia Penitenziaria ha dato fondo a tutte le risorse e a tutti i sacrifici. Se la politica non interverrà al più presto è certo che il prezzo più alto lo pagheranno le migliaia di appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e le loro famiglie.
I politici che hanno dato bella mostra del loro interessamento ai problemi del carcere in occasione dello scorso Ferragosto ora hanno l'obbligo politico e morale di trovare al più presto una soluzione, magari ascoltando anche le proposte di chi, come la Polizia Penitenziaria, in carcere ci lavora 24 ore al giorno 356 giorni l'anno.
Purtroppo però sono passate più di due settimane da quelle visite ed ancora non abbiamo visto nulla di concreto. E nulla di concreto è stato fatto dopo l'analogo Ferragosto in carcere dello scorso anno. Abbiamo assistito alle solite denunce di una situazione insostenibile per i detenuti e qualche interrogazione parlamentare, ma se questo è l'unico risultato di una mobilitazione che ha avuto ampia visibilità mediatica, allora era meglio evitare quella passerella di celebrità, che ha generato molte aspettative nei confronti delle persone detenute e che ha sfruttato ancora di più il lavoro della Polizia Penitenziaria chiamata ad un lavoro straordinario che non verrà nemmeno pagato.
Capece conclude rinnovando l'appello del SAPPE in primis alla riconosciuta sensibilità istituzionale del Ministro della Giustizia Angelino Alfano e a tutti i Parlamentari, soprattutto quelli che hanno potuto rendersi conto dal vivo cosa significhi vivere e lavorare in carcere, di impegnarsi a trovare una soluzione al sovraffollamento.
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