il Titolo Giornale Periodico Online di Arte Cultura Spettacolo e Attualità   Reg. al Tribunale di La Spezia n.° 3 del 07/06/10     ROC 20453     P.I. 01219600119
Giovedì 24 Maggio 2012

Pubblicità

Banner

+ Visibilità a - Costi

Visibilità a - Costi

Visite Globali

Visite Globali

Visite dal Mondo

Visite dal Mondo

Visite dall'Italia

Visite dall'Italia

Le seguenti statistiche vengono aggiornate mensilmente

a



+ Visibilità a - Costi


Per ulteriori informazioni o prenotazioni in merito

uno staff sempre pronto a rispondere ad ogni Vostra esigenza
*
al seguente indirizzo emai:
info@iltitolo.it

Ricerca Nel Giornale

GSearch

 

Spumante: l’agropirateria ci scippa anche l’Asti

Stampa E-mail
Rubriche
Scritto da Ufficio Stampa   
Mercoledì 04 Maggio 2011 17:21

Serve un’azione energica di contrasto per porre fine a questo furto quotidiano.


La Cia è al fianco dei produttori e del Consorzio di tutela. Con il Prosecco, l’Asti Docg rappresenta oltre il 60 per cento delle bollicine italiane esportate. Un mercato - quello internazionale - che nel 2010 è cresciuto del 20 per cento, mettendo a segno un fatturato di quasi 500 milioni di euro.

La notizia delle 5 milioni di bottiglie di falso Asti Docg scoperte sul mercato russo riaprono l’annosa questione dell’agropirateria internazionale nei confronti del “made in Italy”. Un business che vale 60 miliardi di euro l’anno e che provoca danni ingenti all’intera filiera agroalimentare nazionale. Ora, però, bisogna dire basta e reagire duramente a questa “rapina” quotidiana. Ecco perché ci schieriamo al fianco dei produttori di uva e, in particolare, del Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg che si appresta a intraprendere azioni legali oltrefrontiera per tutelare il brand dai tarocchi russi. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando il comunicato diffuso ieri dal Consorzio in conferenza stampa.

La situazione è estremamente grave. Oggi siamo di fronte a un immenso supermarket dell’”agro-scorretto”, del “bidone alimentare”, dove a pagare è solo il nostro Paese, visto che a livello mondiale non esiste una vera difesa dei nostri prodotti certificati e garantiti. Una difesa -spiega la Cia- che non significa soltanto la tutela di un patrimonio culturale e culinario, dell’immagine stessa dell’Italia all’estero, ma anche la valorizzazione di un settore economico che vanta un fatturato annuo di quasi 9 miliardi di euro, di cui 2 miliardi circa realizzati sui mercati stranieri.

In questo quadro -ricorda la Cia- lo spumante occupa una posizione di rilievo. Nel 2010 le bollicine “made in Italy” hanno guadagnato oltre 2,6 miliardi di euro, anche grazie ai mercati oltreconfine. Le esportazioni, infatti, si sono spinte oltre la soglia di 1,8 milioni di ettolitri, mettendo a segno un robusto più 20 per cento di crescita rispetto al 2009 e registrando un giro d’affari intorno ai 500 milioni di euro. E un solido contributo all’aumento delle esportazioni è arrivato proprio dalla Russia, che in un solo anno ha raddoppiato i volumi acquistati dall’Italia (più 25 per cento), portando la quota di Mosca vicina all’11 per cento dell’export totale di spumante italiano nel mondo.

E’ ovvio, quindi, che la crescita di popolarità del prodotto ha aumentato i rischi di contraffazione, tanto più che oltre il 60 per cento delle bollicine nazionali esportate è rappresentato proprio dall’Asti Docg e dal Prosecco Doc. Il caso delle aziende russe che producono falsi Asti Spumante non è il primo e, purtroppo, non sarà l’ultimo. Per questo è ora di fare qualcosa di più.

Secondo la Cia, per mettere un freno a questo fenomeno servono: interventi finanziari, sia a livello nazionale che comunitario, per sostenere l'assistenza legale di chi promuove cause (in particolare i Consorzi di tutela) contro chi falsifica Doc, Dop, Igp e Stg; l’istituzione di una "task-force" in ambito europeo per contrastare tutte le truffe e le falsificazioni alimentari; sanzioni più severe (anche con l'arresto) nell’Ue contro chiunque imiti prodotti a denominazione d'origine; un’azione più decisa da parte dell’Europa nel negoziato Wto, per giungere finalmente alla creazione di un Registro di prodotti alimentari certificati da tutelare in maniera multilaterale; l’introduzione di regole chiare e affidabili sull’etichettatura d’origine, che va estesa a tutti i prodotti garantendo trasparenza e tracciabilità ai consumatori.

Commenti

Effettua il login dal Giornale per inviare commenti o risposte oppure collegati al Social Network.
 

Previsione Oggi
Previsioni per Oggi
Previsione Domani
Previsioni per Domani
Banner

Servizi

Ricette * Oroscopo * Viabilità * Concerti * Viaggi * .....e altri ancora nel nuovo menù per gli Utenti Registrati
Banner


I’m not a lady

Il singolo di Silvya Lane

Inviate i VOSTRI VIDEO, breve descrizione e link a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyVideo"
Banner
Terremoto in Emilia Romagna
Terremoto in Emilia Romagna

Foto di gentile concessione della
Coldiretti
Emilia Romagna
.
Inviate le VOSTRE FOTO, breve descrizione
a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyFoto"
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner