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Bruciati 2,7 miliardi di euro nelle case o fuori nei ristoranti, duecentomila gli ospiti solo negli agriturismi.
Sulle tavole del Capodanno sono stati “bruciati” dagli italiani 2,7 miliardi di euro nelle case o fuori nei ristoranti, negli agriturismi e nei locali appositamente delle feste.
E’ la Coldiretti a tracciare un bilancio alimentare della notte piu’ lunga dell’anno durante la quale gli italiani non si sono risparmiati nel consumo di spumanti e panettoni, ma anche nei piatti della tradizione come i circa 5 milioni di chili tra cotechini e zamponi che sono stati serviti in tavola insieme ad oltre un milione di chili di lenticchie chiamate a "portar fortuna".
Con il Capodanno si stima che - sottolinea la Coldiretti - siano state stappate almeno 80 milioni di bottiglie di spumante e aperti 100 milioni di panettoni per le feste che hanno evidenziato la volontà degli italiani di non rinunciare ai piaceri della tavola, anche nei momenti di difficoltà economica.
Si evidenzia semmai una maggiore attenzione ai menu’ con una netta preferenza dei prodotti della tradizione nazionale rispetto alle mode di importazione: cotechini e zamponi hanno battuto salmone, ostriche e caviale e lo spumante italiano - conclude la Coldiretti - vince nettamente con il 98 per cento dei brindisi nazionali.
Sulla base delle indicazioni dell’Associazione agrituristica Terranostra nel sottolineare peraltro che aumentano soprattutto i giovani che trascorrono la notte più lunga dell'anno nella tranquillità delle campagne facendosi tentare dalle golosità gastronomiche tradizionali presenti sulle tavole imbandite degli agriturismi senza farsi sconvolgere dalle chiassose feste in piazza e dalle lunghe serate delle discoteche.
La riscoperta della natura, ma soprattutto della voglia di stare insieme per comunicare, che il silenzio della campagna a tavola certamente favorisce, sembrano essere dunque - sostiene la Coldiretti - apprezzati anche dalle giovani generazioni che spesso in piccoli gruppi di amici scelgono gli agriturismi, che hanno adeguato la propria offerta alle nuove esigenze.
La capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo è - continua Terranostra - la qualità più apprezzata dagli ospiti degli agriturismi ma aumenta nel contempo la domanda di servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, insieme a questo va crescendo anche in termini numerici l'abbinamento con il turismo d'arte.
Su un totale di 19019 aziende agrituristiche - precisa la Coldiretti - 15681 offrono alloggio,9335 ristorazione, 3400 degustazioni e ben 10583 altre attività tra le quali prevalgono quelle escursionistiche, quelle sportive,corsi di degustazione, centri benessere, osservazioni naturalistiche, equitazione trekking e mountain bike.
A farla da padrone insieme agli immancabili panettone e spumante negli agriturismi sono i piatti della tradizione. Se in Emilia Romagna la festa è accompagnata dagli immancabili tortellini, nelle tavole della Lombardia vincono i risotti mentre in Piemonte sono gli agnolotti a farla da padrone e gli spaghetti - sottolinea la Coldiretti - sono i più gettonati in tutto il Mezzogiorno, tranne in Sardegna dove è il momento dei classici gnocchetti.
Da segnalare il ritorno della polenta, considerato un piatto povero ed economico anche se il costo varia di molto a seconda dei prodotti che l'accompagnano: carne al sugo, con formaggi, funghi e verdure o cacciagione. Molto presenti nei menu sono anche cotechini e zamponi che sono serviti in tavola insieme ad alle lenticchie chiamate a "portar fortuna".
Se - continua la Coldiretti – le piu’ note sono quelle Castelluccio di Norcia IGP sono molte quelle inserite nell'elenco delle specialità tradizionali nazionali come le lenticchie di S.Stefano di Sessano (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), molisane (Molise), di Villalba e Ustica (Sicilia) o le altre umbre.
La scelta avviene navigando su internet su siti come www.terranostra.it attraverso le guide o le pubblicazioni specializzate come agriturismo 2010 , esperienze personali e con il passaparola. Tra i clienti - conclude la Coldiretti - non mancano gli stranieri (25%) e i giovani (55%) con età compresa tra i 18 e i 35 anni.
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