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Prescrizione anatocismo: si riaprono i giochi

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Scritto da Ufficio Stampa   
Martedì 07 Dicembre 2010 17:18

Una fondamentale sentenza che permette a tutti i correntisti di tirare un sospiro di sollievo


Prescrizione anatocismo: si riaprono i giochiParma - È questo il commento di Mara Colla, Presidente nazionale Confconsumatori, all’indomani della sentenza n. 24418 del 2 dicembre 2010 emessa dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la quale è stato stabilito che i correntisti hanno diritto ad ottenere la restituzione delle somme trattenute dalle banche per interessi illegittimamente addebitati sul conto corrente a titolo di anatocismo, dalla data di apertura del conto e per tutta la durata dello stesso, mentre la prescrizione decennale per chiedere la restituzione decorre dalla chiusura del conto.

Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno aderito all’orientamento già fatto proprio da diversi tribunali, secondo il quale i correntisti hanno il diritto di chiedere alla Banca la restituzione degli interessi anatocistici, vale a dire dell’illegittima produzione degli interessi su interessi, sin dalla data di apertura del rapporto con l’Istituto di credito. La prescrizione decennale di tale diritto, invece, a differenza di quanto sostengono le Banche nelle controversie aventi ad oggetto tale problematica, decorre dalla data di chiusura del rapporto.

“Nel corso degli anni numerose sono state la vittorie giudiziali dei consumatori che hanno comportato la restituzione di quanto illegittimamente percepito da parte delle Banche ed oggi, grazie alla sentenza della Suprema Corte, tantissimi altri correntisti potranno agire in giudizio per far valere i propri diritti” afferma la Presidente Colla.

È quindi opportuno ed auspicabile, secondo Confconsumatori, che tutti coloro che hanno o hanno avuto un contratto di conto corrente (purché non sia stato chiuso da più di 10 anni) che ha registrato degli scoperti ed al quale sono state illegittimamente addebitate somme da parte degli Istituti di credito, inviino una formale diffida alla propria Banca, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, chiedendo la restituzione delle somme illegittimamente percepite.

“Si è aperta una nuova fase nell’annoso contenzioso tra banche e clienti che oggi, grazie a questa importantissima sentenza della Corte di Cassazione, si è arricchita di un nuovo tassello che sgombra definitivamente il campo da ogni equivoco che possa derivare dalla linea difensiva spesso adottata dagli istituti di credito nel corso dei giudizi” conclude la Presidente Colla.

 

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