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Scritto da Ufficio Stampa
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Sabato 18 Dicembre 2010 11:45 |
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La Presidente Anna Maria Artoni: “Occorre uno stretto raccordo con le scelte energetiche europee per rilanciare la competitività delle imprese dell'Emilia-Romagna”
Ridurre il costo dell’energia, favorire il risparmio energetico, diversificare il più possibile le fonti, valorizzare le fonti rinnovabili e l’innovazione”
Bologna, 17 dicembre 2010 - In occasione dell'evento conclusivo delle "Giornate dell'energia" organizzate dalla Regione, Confindustria Emilia-Romagna sottolinea come questa iniziativa abbia fatto emergere idee e proposte utili per costruire il prossimo Programma energetico regionale e, soprattutto, abbia messo in evidenza il contesto internazionale all'interno del quale gli Stati e i grandi attori stanno realizzando nuovi interventi per rispondere ad una esigenza ormai non più rinviabile: serve più energia, a costi economici inferiori ed ecologicamente sostenibili.
"Anche l'Emilia-Romagna – dichiara la Presidente di Confindustria regionale Anna Maria Artoni – deve stare dentro a queste logiche, indispensabili per l'economia regionale e la sua competitività a livello internazionale.
Per questo gli imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna hanno forti aspettative sul prossimo Programma energetico e sono pronti a contribuire con idee e proposte alla fase di messa a punto dei suoi contenuti.
I punti cardine delle nostre proposte – aggiunge la Presidente Artoni – sono chiari. Poiché la crescita prevista del Pil regionale nei prossimi anni aumenterà il fabbisogno energetico, che soffre già oggi di un deficit importante, dobbiamo ridurre questo gap con una diversificazione energetica adeguata, basata su un equilibrato mix di fonti di produzione. È fondamentale ridurre il costo dell'energia, che oggi vede le imprese dell'Emilia-Romagna pagare il 30% in piú rispetto ai principali competitor europei e "spiazza" la capacità competitiva dei nostri principali settori produttivi. Occorre contemporaneamente puntare in modo deciso e senza riserve al risparmio energetico nelle imprese e nell'edilizia, e allo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Dobbiamo anche essere consapevoli – conclude Anna Maria Artoni – che con queste azioni non risolveremo il problema fondamentale di molta buona energia a basso costo, ma potremo contribuire all'obiettivo del 17% di produzione di energia rinnovabile che l'Europa ha affidato al nostro Paese, e anche spingere l'acceleratore sulle innovazioni tecnologiche ed impiantistiche collegate".
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