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L’agricoltura in crisi non può sostenere nuovi costi e chiede misure di sostegno alle imprese

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Scritto da Ufficio Stampa   
Mercoledì 20 Ottobre 2010 23:20

Riforma fiscale: oneri sociali fiscalizzati, “bonus gasolio”, agevolazioni per l’acquisto dei terreni e per l’innovazione


L’agricoltura in crisi non può sostenere nuovi costi e chiede misure di sostegno alle impreseIn occasione dell’incontro tra governo e parti sociali, il presidente della Cia Giuseppe Politi ribadisce l’esigenza dell’invarianza fiscale per il settore primario e sollecita precisi interventi per garantire l’operatività delle aziende. Indispensabile una pronta e definitiva soluzione della questione Ici sui fabbricati rurali.

Fiscalizzazione degli oneri sociali, reintroduzione del “bonus gasolio”, stabilizzazione delle agevolazioni per l’acquisto dei terreni agricoli, definitiva soluzione della questione Ici sui fabbricati rurali, facilitazioni per gli imprenditori che investono in innovazione e ricerca.

Sono queste alcune delle richieste al governo che il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha rilanciato in occasione della riunione al ministero dell’Economia con le parti sociali sulla riforma fiscale.

“L’agricoltura -ha avvertito Politi- sta attraversando una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. I produttori fanno i conti con costi sempre più onerosi. I redditi, anche a causa del crollo dei prezzi sui campi, sono stati falcidiati.

Solo nello scorso anno hanno subito un taglio superiore al 25 per cento. Una situazione drammatica che impone immediati interventi. Per questo diciamo che, sotto il profilo fiscale, l’agricoltore non può pagare più di quanto già fa ora. Chiediamo, al contrario, alcune precise misure che alleggeriscano gli oneri per le imprese, mettendole in condizione di poter tornare a competere sui mercati”.

“La fiscalizzazione degli oneri sociali, misura cessata lo scorso 31 luglio, e l’accisa zero per il gasolio -ha rimarcato il presidente della Cia- rappresentano due provvedimenti essenziali per il settore. Da tempo abbiamo sollecitato il governo ad operare in tal senso.

Però, finora, non è arrivata alcuna risposta e le aziende hanno visto crescere in maniera molto pesante i costi produttivi e contributivi. Un problema che sottopomiamo nuovamente e chiediamo che, a partire dall’annunciato provvedimento di fine anno, si tenga conto delle esigenze degli imprenditori agricoli”.

“Allo stesso modo -ha aggiunto Politi- ribadiamo l‘opportunità che vengano stabilizzate le agevolazioni fiscali (che termineranno il prossimo 31 dicembre) per gli agricoltori che acquistano terreni per la loro attività imprenditoriale. Anche questa è una misura importante che interessa soprattutto i giovani “.

Dopo aver sollecitato una pronta e definitiva soluzione per l’Ici sui fabbricati rurali e l’introduzione di agevolazioni, anche sotto forma di credito di imposta, per gli agricoltori che effettuano investimenti relativi all’innovazione e alla ricerca, il presidente della Cia ha sottolineato che i rapporti tra fisco ed agricoltura debbono essere incentrati sui principi di equità, capacità contributiva e progressività, garantiti nella certezza del diritto e nella semplificazione amministrativa.

“Insomma, la riforma del sistema fiscale in agricoltura -ha detto Politi- dovrà essere coerente con i seguenti principi: sistema fiscale semplificato, determinato e sopportabile nel prelievo; centralità del sistema catastale come strumento di tassazione dei redditi degl’imprenditori agricoli; flessibilità del sistema catastale in rapporto alla diversa redditività dell’impresa.

Occorre, inoltre, mantenere una chiara linea di indirizzo sul tema del federalismo fiscale evitando sia di snaturare il principio solidaristico e redistributivo, sia il rischio di un forte inasprimento della fiscalità locale”.

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