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Con l’indicazione d’origine l’agroalimentare ‘made in Italy’ recupera 13 milioni di euro al giorno.
Aguzzate la vista, queste due carte d'identità si differenziano per alcuni piccoli ma fondamentali particolari. Quali? Questo gioco vale 13 milioni di euro al giorno!
Così si tutelano consumatori e agricoltori dalle emergenze. Un freno all’agropirateria e alle frodi. Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime soddisfazione per l’approvazione definitiva da parte della Commissione Agricoltura della Camera del disegno di legge. La filiera nazionale si riappropria di un valore economico ingiustamente sottratto (oltre 13 milioni di euro al giorno). È un importante passo avanti. Ora vanno velocizzate le applicazioni del provvedimento e occorre battersi a livello Ue affinché la provenienza caratterizzi tutte le produzioni. “Con il via libera al disegno di legge sull’etichettatura il sistema agroalimentare italiano recupera 13 milioni di euro al giorno. Con un’etichetta trasparente e soprattutto con l’obbligo dell’indicazione d’origine si tutelano consumatori e agricoltori, si contrastano le emergenze, come quella della diossina in Germania, e si pone un forte baluardo all’agropirateria e alle frodi in campo alimentare che solo all’agricoltura nazionale fanno perdere circa 2 miliardi di euro l’anno. In questo modo il ‘made in Italy’ si riappropria di un valore economico ingiustamente sottratto. Non solo. L’Italia sarà il primo paese in Europa ad avere un’etichettatura chiara per tutti i prodotti”.
Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che ha espresso soddisfazione per un provvedimento (approvato oggi definitivamente dalla Commissione Agricoltura della Camera) molto atteso e che adesso è divenuto realtà grazie anche all’azione bipartisan in Parlamento e all’impegno del mondo agricolo.
“L’indicazione di origine dei prodotti agroalimentari -ha aggiunto Politi- è un passaggio significativo. Essa è una vera garanzia. Il disegno di legge rappresenta una prima importante risposta alle esigenze espresse più volte dal mondo agricolo italiano. In questo modo si completa un deciso passo avanti nell’azione per far sì che l’etichetta d’origine divenga una realtà per tutti i prodotti agroalimentari. Si permette di riconoscere la provenienza e si salvaguardia l’agricoltura di qualità. Cosa che, del resto, già avviene in per alcuni importanti prodotti, quali la carne bovina, il pollame, il latte fresco, le uova, gli ortofrutticoli freschi, il miele, i vini e l’olio d’oliva”.
“Il problema ora -ha rimarcato il presidente della Cia- si sposta a Bruxelles. In questa sede bisogna impegnarsi con la massima fermezza. Occorre far sì che la normativa, soprattutto per quello che concerne l’indicazione d’origine, venga totalmente recepita dall’Ue, evitando rischi di infrazione e lunghe querelle. E credo che, anche in seguito all’emergenza provocata dalla scoperta di diossina nei prodotti alimentari tedeschi, ci siano tutti i presupposti perché l’Europa riveda finalmente la sua posizione su questa delicata e complessa materia”.
Nel sottolineare l’esigenza di rendere rapide le applicazioni previste dal provvedimento, in particolare la pronta emanazione dei decreti ministeriali, Politi ribadisce che un’etichettatura trasparente “è una scelta significativa per contrastare ogni tipo di falsificazione, rafforzare la politica di qualità, difendere la tipicità e rendere il settore agroalimentare ‘made In Italy’ sempre più competitivo”.
“Per comprendere l’importanza del provvedimento basta pensare ai danni che il sistema agroalimentare italiano subisce dal crescente assalto dell’agropirateria sui mercati internazionali. Dai prosciutti all’olio di oliva, dai formaggi ai vini, dai salumi agli ortofrutticoli è un susseguirsi di “falsi” e di “tarocchi”, che non ha conseguenze soltanto per le nostre Dop, Igp e Stg, che rappresentano la punta di diamante del “made in Italy” nel mondo, ma anche per tutti i prodotti tipici e di qualità che sono un patrimonio formidabile della nostra agricoltura”.
“Nel mondo -ha ricordato Politi- l’agropirateria fatta alle spalle del ‘made in Italy’ è ormai un business che sfiora i 60 miliardi di euro, praticamente poco meno della metà del fatturato del nostro agroalimentare. Solo negli Stati Uniti il giro d’affari relativo alle imitazioni dei formaggi italiani supera abbondantemente i 2 miliardi di dollari. Una situazione di estrema gravità: ci troviamo -davanti ad un immenso supermarket del ‘falso’, dell’’agro-scorretto’, del ‘bidone alimentare’, del ‘taroccamento’. E la nuova legge sull’etichetta sicuramente contribuirà a contrastare un fenomeno che sta toccando livelli sempre più allarmanti”. Così oggi è l’etichetta con l'origine sulle tavole degli italiani I cibi con la carta d’identità Carne di pollo e derivati Carne bovina Frutta e verdura fresche Uova Miele Latte fresco Vini Olio di oliva Pesce E quelli senza Pasta Carne di maiale e salumi Carne ovina Carne di coniglio Frutta e verdura trasformata Derivati del pomodoro Latte a lunga conservazione Derivati dei cereali Formaggi * Il disciplinare per le Dop (Denominazione di origine protetta) obbliga la materia prima italiana, mentre per alcune Igp (Indicazione geografica protetta) l’origine della produzione agricola primaria non è italiana.
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