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La Polizia Penitenziaria di Firenze sventa il tentativo di evasione di un detenuto dal carcere di Sollicciano
"Ancora una volta, solamente grazie alla professionalità, alle capacità ed all'attenzione del Personale di Polizia Penitenziaria, è stata impedita l’evasione di un detenuto da un carcere italiano. E’ accaduto pochi minuti fa, alle 13.30, a Firenze Sollicciano, dove un detenuto comune italiano, B.A. di 28 anni, che aveva terminato il colloquio con un familiare, si è mischiato alle persone ammesse ai colloqui nell’area verde del carcere ed ha tentato di scavalcare l’inferriata esterna che delimita il perimetro del penitenziario.
Area verde, è opportuno ricordarlo, che venne attivata senza alcun incremento di Personale di Polizia e contro il parere del SAPPE. Il detenuto è stato però immediatamente fermato dai nostri bravi ed attenti Agenti di Polizia Penitenziaria, intervenuti tempestivamente. Bravissimi i colleghi di Firenze Sollicciano, che lavorano costantemente in condizioni difficili: basti pensare che i detenuti oggi presenti a Sollicciano sono 1.011 (di cui 885 uomini e 126 donne) a fronte di 521 posti letto regolamentari ed gli agenti di Polizia Penitenziaria, che dovrebbero essere 692, sono invece circa 480. Ben 212 Baschi Azzurri in meno! Questo grave episodio, che avviene dopo le evasioni di Lecco e Pisa ed il tentativo di ieri nel carcere minorile di Milano Beccaria, conferma ancora una volta le gravi criticità del sistema carcere.”
E' quanto dichiara Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, in relazione a quanto avvenuto pochi minuti fa nel carcere toscano di Firenze Sollicciano.
“La situazione penitenziaria è sempre più incandescente” sottolinea il SAPPE. “Lo confermano drammaticamente i gravi episodi accaduti nelle ultime ore nelle carceri italiane, le manifestazioni e le proteste di detenuti sempre più violente, le gravi e inaccettabili aggressioni ai nostri Baschi Azzurri, unici rappresentanti dello Stati impegnati 24 ore al giorno nella prima linea delle sezioni detentive delle carceri. Ma soprattutto lo evidenziano i continui tentativi di evasione e le evasioni vere e proprie. Le istituzioni e il mondo della politica non possono più restare inermi e devono agire concretamente. C’è bisogno di una nuova politica della pena. La frequenza di questi gravi episodi un po’ in tutta Italia e l’assenza di concreti provvedimenti per il sistema carcere da parte delle Istituzioni e della politica ci preoccupa.
Oggi la Polizia Penitenziaria ha carenze organiche quantificate in 6mila unità: bisogna allora accelerare sulle previste assunzioni di 2mila nuovi Agenti. Ma nel frattempo, un’ottima soluzione potrebbe essere quella di impiegare i militari delle Forze Armate per i servizi di vigilanza esterna degli istituti penitenziari.”
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