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In vendita San Marzano made in California

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Scritto da Ufficio Stampa   
Giovedì 28 Ottobre 2010 19:45

Negli Stati Uniti viene commercializzato con il marchio San Marzano pomodoro prodotto in California che toglie spazio di mercato al prodotto originale Made in Italy


In vendita San Marzano made in CaliforniaE’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente il sequestro di trecentottantacinque tonnellate di falso pomodoro San Marzano diretti negli usa nel porto commerciale di Salerno da parte Carabinieri del nucleo Antifrodi in collaborazione con l'Agenzia delle dogane e l'ufficio centrale Antifrodi di Roma.

Si tratta purtroppo - sottolinea la Coldiretti solo dell’ultimo episodio di come in tanti cercano di fare affari sui prodotti di qualità garantiti dal lavoro degli agricoltori italiani. Un inganno che complessivamente - sostiene la Coldiretti - vale 60 miliardi di euro solo all’estero dove sono falsi 2 prodotti di tipo italiano su 3.

Non è un caso che nel 2009 secondo le anticipazioni del rapporto Coldiretti/Eurispes sono state importate in Italia 161.215 tonnellate di pomodori preparati o conservati di cui il 52,9 per cento proviene dalla Cina, destinate per il 98,6 per cento del totale alla sola provincia di Salerno, patria del mitico San Marzano.

Un flusso favorito da - precisa la Coldiretti - una legislazione ambigua che consente di fatto di etichettare come Made in Italy materie prime agricole importate dall’estero lascia ampi spazi di opacità che favoriscono l’illegalità.

La proposta di legge in corso di approvazione al Parlamento che introduce l’obbligo di indicare nell’etichetta dei prodotti alimentari trasformati anche il “luogo di coltivazione e allevamento della materia prima agricola prevalentemente utilizzata nella preparazione o nella produzione dei prodotti” contribuisce a restringere il campo delle attività che, pur essendo di per sé lecite, possono attrarre più facilmente altri interessi criminali.

Infatti, il semplice fatto di non poter più importare legalmente prodotti alimentari da qualsiasi paese, senza indicare successivamente in etichetta la loro provenienza o origine, rende relativamente più rischioso (anche per effetto di specifiche sanzioni) importare prodotti alimentari meno costosi, ad esempio da paesi esteri ove i controlli sulla salubrità del prodotto siano meno rigorosi che in Italia o in Europa, eventualmente al fine di mescolarli con prodotti locali ad elevato valore aggiunto, come ad esempio i prodotti Made in Italy, o anche solo per riciclare proventi illeciti.

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