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Dal 15 settembre al 17 ottobre Spazio Oberdan V.le Vittorio Veneto, 2 Milano
Un viaggio negli anni Sessanta per riscoprire, attraverso dodici film presentati in lingua originale con sottotitoli italiani, la cifra stilistica di Jean-Luc Godard, che il prossimo novembre verrà premiato con l’Oscar alla carriera.
Una proposta che racchiude la produzione del primo periodo di attività del grande regista francese capace, in un decennio, di rivoluzionare il linguaggio cinematografico attraverso la forza innovativa del suo personalissimo stile narrativo, frutto di una rielaborazione delle esperienze consegnate ai cineasti della sua generazione dalle storiche avanguardie francesi e sovietiche, dalle opere di Welles, Rossellini, Antonioni e da certo cinema indipendente americano.
Fondazione Cineteca Italiana vuole, nella rassegna che avrà luogo presso lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano, rendere omaggio a Godard in occasione del suo ottantesimo compleanno (il prossimo 3 dicembre) e al suo cinema, di cui ricorre un anniversario importante: era infatti il 1960 quando, sul grande schermo, propose il suo lungometraggio d’esordio, Fino all’ultimo respiro (Me. 15 sett. h 21.30/Do. 26 sett. h 21.15), vero e proprio film - manifesto della Nouvelle Vague.
Un ringraziamento particolare va alla Cineteca di Losanna e al suo direttore Frédéric Maire per averci messo a disposizioni le copie di alcuni titoli in programma. “La ripresa dell’attività cinematografica a Spazio Oberdan è segnata dall’omaggio a due degli artisti più rappresentativi di quest’arte: dopo Vittorio Gassman tocca a Jean Luc Godard”, osserva il Vicepresidente ed Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna.
“Il cinema di Godard è stato considerato arte assoluta. Un cinema capace di scardinare le regole del cinema classico e di rivoluzionare completamente i tradizionali meccanismi di narrazione. Godard, che ha legato la sua carriera assieme ad altri autori di prima grandezza del cinema francese ed europeo, penso a François Truffaut, è stato anche uno dei padri della Nouvelle Vague.
La Provincia di Milano, assieme alla Cineteca Italiana, prosegue così nel puntare l’attenzione sul grande cinema italiano ed europeo. A riprova del fatto che le radici culturali del nostro Continente sono quanto mai solide e profonde”, conclude Maerna.
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