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Il Teatro del Mondo: fascino e meraviglia veneziani

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Scritto da Davide Parpinel   
Giovedì 29 Luglio 2010 20:31

Una mostra promossa dalla Biennale celebra la fantastica architettura di Aldo Rossi


Il Teatro del Mondo: fascino e meraviglia venezianiIl Teatro del Mondo di Aldo Rossi fu un pezzo di Venezia.
L'opera, nata dal genio dell'architetto italiano più creativo dello scorso secolo, era un teatro in legno, fissato su una zattera e ancorato alla Punta della Dogana.

Fu realizzato nel 1979 per i settori Teatro, diretto da Maurizio Scaparro, e Architettura, diretta da Paolo Portoghesi, della Biennale di Venezia in occasione della mostra Venezia e lo spazio scenico.
L'edifico singolare e curioso fu utilizzato nel 1980 per la prima edizione del Carnevale di Venezia e successivamente fu trasportato via mare, nell'estate di quell'anno, al Festival Teatrale di Dubrovnik.

A trent'anni esatti dalla sua realizzazione la Biennale gli dedica una mostra dal titolo Il Teatro del Mondo edificio singolare. Omaggio a Aldo Rossi, in allestimento fino al 31 luglio nel Portego di Ca' Giustinian, sede centrale della Biennale. La mostra è a cura di Maurizio Scaparro.
Rossi progettò questo Teatro galleggiante con gli stessi elementi con cui è composto il Mondo veneziano: l'acqua, il legno e la musica.
Il Teatro fu un'isola, perché destinato a vivere lo stesso destino di Venezia: galleggiare, essere cullato dalla laguna e spinto dalle onde delle imbarcazioni che solcavano i canali.

L'architetto scelse il legno come materiale di costruzione in quanto la sua solidità e immortalità rimandano alla natura inaffondabile di Venezia e perché è lo stesso elemento con cui sono costruite le gondole, le barche, i ponti e alcune abitazioni.
L'edificio di Rossi, infine, era il regno della musica. All'interno lo spettatore godeva delle raffinate e soavi composizioni scritte dai musicisti veneziani, come Benedetto Marcello, a cui si contrapponevano le sinfonie prodotte dai rumori della città: il vociare della gente, il suono delle imbarcazioni e il dolce muoversi dell'acqua.

Il Teatro del Mondo, quindi, perché così realizzato era una parte della natura di Venezia e proprio come la città veneta, fu senza tempo, immortale, indistruttibile, un miracolo che si ergeva dalle acque e che ora rivive in una mostra singolare e intima.
L'obiettivo del curatore, Massimo Scaparro, è mostrare l'essere prodigioso e unico del Teatro.

Ciò è dimostrato attraverso la visione di fotografie, video, progetti, disegni che ne testimoniano il suo essere straordinario. Nelle immagini il Teatro appare piccolo nei confronti delle imponenti costruzioni veneziani; instabile quando, nei video, si osserva la sua precaria zattera che solca la laguna; temerario quando affronta il mare aperto per arrivare a Dubrovnik, come è visibile nei disegni che ne illustrano la rotta. Nonostante ciò il Teatro è stabile, in grado di affrontare tutte le sfide, proprio come Venezia resiste da secoli contro tutte le avversità.

La stessa magia che da tempo immemore percorre le calli veneziane, penetrò anche nel Teatro del Mondo in quanto all'interno si  poteva assaporare l'intima natura di Venezia.


 

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