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Presentato con grandi applausi al Cinema Elio di Calimera (Lecce) il film opera prima del coraggioso regista Massimo Fersini
Che tra l’altro ha riscosso notevoli consensi in America (Accocolade Competition ed Indie Fest), in Calabria al Diamante Film Festival, e ad altri prestigiosi festival internazionali, segno che si può fare un cinema visionario ed innovativo con pochi mezzi a disposizione.
Ambientato nel basso Salento, pieno di suggestioni e contrasti, la storia narra di due amici, Massimo e Willy (lo stesso Fersini e Mirko Bruno), il primo un simpatico nullafacente oltrechè donnaiolo impenitente; e l’altro mago dei computer geniale e con tendenze paranoidi.
I due intraprendono un viaggio alla ricerca di sé stessi e di un misterioso “bottino”, con la proposta ad un boss (Deborah Malatesta) di finanziare il loro progetto di videogame, ma vengono derisi. Durante il loro ritorno si imbattono in due bellissime ragazze (Elena Arvigo e Anais Rean), con cui fanno l’amore sulla spiaggia.
Al loro risveglio, si ritrovano accanto un cadavere (presumibilmente un extracomunitario), e notano sulla sua schiena un tatuaggio con simboli tribali simile al totem del loro videogame, e da qui inizieranno una serie di disavventure per comprendere e decodificare il significato più nascosto di questo simbolo.
Sono 90 minuti di pathos intenso che hanno donato a Fersini l’appellativo (non a torto) del “Tarantino” italiano, con un road movie che mescola oltre all’enfasi pulp, anche l’ironia graffiante dei fratelli Coen, e la lucidità coraggiosa di Clint Eastwood. Con la sua visione affascinante del Sud, fatta di scogliere adriatiche e spiagge ioniche illuminate da una luce pura (che solo il Salento riesce ad infondere), la pellicola ha trasmesso l’idea di autoproduzione e di scoperta di nuovi talenti.
Tra l’altro, il regista ha rivolto speciali ringraziamenti a Cosimo Melcarne (fotografia), Franco Casi Melcarne (scenografo), Fernando Maggio (trucco), Rosanna Calcagnile (costumi), il produttore esecutivo Ada Malagnino e a tutti gli attori, Mirko Bruno, Deborah Malatesta (nel ruolo del boss) Elena Arvigo, Romina Carrisi, Anais Rean, Giuseppe Scarpitta, Tommaso Giuranno, Silvana Cucci, Anna De Bartolomeo, Michele Porsi, Daniela Cirone, Pamela Colucci e Candelora Sergi, star a 80 anni.
Apprezzato anche da Giuliano Montaldo, Piero De Bernardi e Gabriele Lavia, Fersini sta cercando un distributore per il suo film qui in Italia, ma fare cinema in questo periodo storico fatto di “tagli” alla cultura col machete, rende l’esperienza da una parte frustrante, ma dall’altra accattivante e stimolante, perché non esistono le cose facili, ma esiste la voglia di mettersi in gioco, e Massimo ha compreso appieno la lezione, regalandoci uno degli esordi più originali che il cinema italiano abbia visto negli ultimi anni.
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