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La pellicola di Danny Boyle, dopo il trionfo di “The Millionaire” con ben 8 statuette, si concentra su una vicenda singolare.
Quella dello scalatore ed ingegnere meccanico Aaron Ralston (nel film James Franco), con la passione dell’hiking, che lo porta a spingersi fino al desolato deserto roccioso dello Utah. Tuttavia, si è dimenticato di dire a qualcuno dove avrebbe passato il suo weekend d’avventura, cosa che si rivelerà fatale in un secondo momento.
Con il suo ingegno, unito ad un carattere estroverso fuori del comune, Aaron cattura la simpatia di due ragazze incontrate nel suo percorso, che si erano smarrite. Una volta lasciate, si avventura all’interno di una gola profonda nel canyon, ma uno smottamento lo fa precipitare ed il suo braccio destro rimane irrimediabilmente bloccato da una grossa roccia.
Da qui ci saranno le 127 ore di agonia di Ralston, in cui ripercorre mentalmente i momenti più belli e spensierati della sua vita. Questi 7 lunghi giorni, lo porteranno ad una maggiore consapevolezza, ma soprattutto ad una dolorosa decisione: quella di amputarsi il braccio incastrato. Con grande sofferenza (sua e del pubblico in sala), Ralston decide di utilizzare un coltellino a serramanico per recidere l’arto intrappolato.
Dopo molti sforzi (e tanto sangue), riuscirà nell’impresa e verrà soccorso da una famiglia in vacanza nel deserto dello Utah. La scena del braccio è veramente inguardabile per la sua crudezza, ed anche lo spettatore meglio allenato alla visione di quel macabro spettacolo, può avere qualche rivoltamento di stomaco.
Il film è basato sulla storia realmente accaduta nel 2003, e Ralston (qui ben tratteggiato da Franco) attualmente ha una protesi al braccio destro; malgrado tutto continua a scalare. Nonostante la staticità che la trama impone, Boyle riesce a renderla abbastanza adrenalinica ed ipertecnologica (nell’uso dei mezzi di comunicazione quali videocamera e fotocamera), come nel suo stile.
Anche qui mette in scena una vicenda fatta di sacrificio e determinazione, ma mentre in “The Millionaire”, il premio era 20 milioni di rupie, in “127 hours” (nominato a 6 premi oscar), è la semplice e preziosa vita umana, e scusate se è poco…
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