il Titolo Giornale Periodico Online di Arte Cultura Spettacolo e Attualità   Reg. al Tribunale di La Spezia n.° 3 del 07/06/10     ROC 20453     P.I. 01219600119
Giovedì 24 Maggio 2012

Pubblicità

Banner

+ Visibilità a - Costi

Visibilità a - Costi

Visite Globali

Visite Globali

Visite dal Mondo

Visite dal Mondo

Visite dall'Italia

Visite dall'Italia

Le seguenti statistiche vengono aggiornate mensilmente

a



+ Visibilità a - Costi


Per ulteriori informazioni o prenotazioni in merito

uno staff sempre pronto a rispondere ad ogni Vostra esigenza
*
al seguente indirizzo emai:
info@iltitolo.it

Ricerca Nel Giornale

GSearch

 

Quello che prende gli schiaffi

Stampa E-mail
Rubriche
Scritto da Davide Parpinel   
Martedì 22 Novembre 2011 19:35

La nuova produzione della compagnia Mauri-Sturno prende in esame le difficoltà della vita attuale proponendo una ricetta che davvero può soddisfare le esigenze dell'uomo di oggi?


“In questo momento così difficile abbiamo creduto quindi giusto proporre una “favola” che possa parlare ancora di umanità e di poesia ad una società che corre il rischio di inaridirsi sempre più. […] Sono stato affascinato dalla possibilità di far vivere nel racconto di Andreev inquietudini e interrogativi dell'uomo di oggi.”

Con queste parole Glauco Mauri presenta e motiva lo spettacolo “Quello che prende gli schiaffi” liberamente tratto dal testo originale di Leonid Nikolaevič Andreev. Lo spettacolo è stato prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno ed è stato presentato in anteprima nazionale al Teatro Comunale Mario del Monaco di Treviso.

La vicenda narra della compagnia circense-teatrale di Papà Briquet composta da tre clown, una domatrice di leoni, una ballerina, un acrobata. Durante una delle messe in scena uno spettatore interrompe l'azione, chiedendo a gran voce di entrare a far parte del gruppo in qualità di clown. L'uomo è insistente, convinto, testardo nella sua scelta; vuole lasciarsi alle spalle il malessere della vita di tutti i giorni, dominata dall'egoismo, dall'indifferenza, dal denaro, per tuffarsi in una realtà altra, diversa, fantasiosa e favolistica. Papà Briquet, nonostante una titubanza iniziale, accetta l'uomo, lo veste da clown e gli conferisce il ruolo di Quello che prende gli schiaffi.

La compagnia è gioiosa per l'ingresso di Quello, ma allo stesso tempo è turbata dalla vicenda di Leda. La ballerina è innamorata dell'acrobata Manuel, ma è stata promessa in sposa al Barone Regnard. L'orchestratore del matrimonio è il padre di lei, il Conte Mancini dei Guardamagna, che vede nello sposalizio una possibilità di acquisire il perduto splendore nobiliare. La tragedia sale, il gruppo di teatranti si oppone al matrimonio combinato e il mondo fatato e favolistico, tanto cercato da Quello, sembra distruggersi perché ostacolato dall'interesse dei più forti.

Come si evince dalla sue parole, Mauri desidera porre in evidenza il disagio e l'inadeguatezza dell'uomo contemporaneo nei confronti di una società insoddisfacente e traditrice. Il canale utilizzato per dimostrare tutto questo è la parola. Domina la scena, si innalza a regina della comprensione, ma viene subito spodestata in quanto non risulta comunicativa. Il suo uso è eccessivo, costante e continuo.

I lunghi monologhi e dialoghi interminabili, costruiti spesso sulla contrapposizione di frasi retoriche e ridondanti, pongono in evidenza l'ottima capacità attoriale degli interpreti, ma appesantiscono la comprensione del testo. Non emerge il dramma di Quello né perché vuole abbandonare il mondo reale. L'inquietudine del suo animo sembra compressa nei suoi interminabili sfoghi e repressa dal flusso di parole isterico e nervoso. Non si concede momenti di pausa, di riflessione, di intimità utili allo spettatore per comprendere le diverse sfumature del suo tumulto interiore.

Questo unito alla retorica dei discorsi e alla mancanza di vivacità della scena e di una sequenza di luci o di una musica descrittiva e di accompagnamento, non permettono l'immedesimazione del pubblico, né la piena comprensione dello spettacolo. Fino al monologo finale di Papà Briquet che illustra come l'arte possa essere un rifugio dai drammi della vita d'oggi, lo spettatore si domanda il senso dello spettacolo. Svelato, più o meno, questo dubbio, subito se ne manifesta un altro: per raccontare i mali di oggi è utile una favola o il vero racconto di quanto accade?

L'arte contemporanea, come il teatro di oggi racconta in maniera diretta e comprensiva i drammi degli uomini e le difficoltà di questi tempi. Il teatro contemporaneo sente la necessità di manifestare e analizzare i drammi, con mezzi artistici differenti che affidino il senso dello spettacolo ai simboli, all'interazione di diverse forme d'arte, al teatro come piattaforma reale e non favolistica.

 

Commenti

Effettua il login dal Giornale per inviare commenti o risposte oppure collegati al Social Network.
 

Lista Rss

Ogni Redazione ed ogni Rubrica ha il suo Rss Feed personalizzato, ricercabile in Home Page e nella Redazione o Rubrica d'interesse, con possibilità di abbonamento alle nostre pagine, il link è situato sull'iconcina.

 
Previsione Oggi
Previsioni per Oggi
Previsione Domani
Previsioni per Domani
Banner

Servizi

Ricette * Oroscopo * Viabilità * Concerti * Viaggi * .....e altri ancora nel nuovo menù per gli Utenti Registrati
Banner


I’m not a lady

Il singolo di Silvya Lane

Inviate i VOSTRI VIDEO, breve descrizione e link a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyVideo"
Banner
Terremoto in Emilia Romagna
Terremoto in Emilia Romagna

Foto di gentile concessione della
Coldiretti
Emilia Romagna
.
Inviate le VOSTRE FOTO, breve descrizione
a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyFoto"
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner