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Qualunquemente, al passo con i tempi

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Scritto da Francesco Maggiore   
Sabato 22 Gennaio 2011 11:43

Mai come ora una pellicola italiana ha indagato i lati oscuri della politica e facendo della trucida ignoranza un vanto.


Qualunquemente, al passo con i tempiBeh signore e signori, questa è la nuova, spassosissima pellicola di Antonio Albanese, diretta da Giulio Manfredonia, in cui porta sul grande schermo il suo personaggio cult Cetto Laqualunque, politico calabrese corrotto, perverso e depravato.

In un immaginario paesino della Calabria, Marina di Sopra (un nome, un programma), è il periodo elettorale e un tale De Santis, uomo corretto e onesto concorre per la carica di sindaco.

Ovviamente in certi contesti, la trasparenza è un’utopia, e quindi la parte “furba” del paese mette in campo la sua controparte più grezza e misogina: l’ex latitante Cetto Laqualunque. Dopo esser tornato dal Brasile ( paese che definisce pieno di “pilu”) con un’altra compagna (il che manda su tutte le furie la moglie), Cetto viene spronato dai suoi compari a correre per la poltrona di sindaco.

Per essere più presentabile, assume un consulente d’immagine (Sergio Rubini) di Bari, ma milanese d’adozione, che gli suggerisce la giusta strategia da adottare durante i comizi e gli show televisivi. Cetto riuscirà a vincere, naturalmente con metodi non propriamente ortodossi, e imporrà la sua famiglia di ingombranti parenti nella pubblica amministrazione (cose già viste e riviste).

Un personaggio così esagerato e senza freni inibitori, più che ridere induce a riflettere: gli slogan elettorali come “Chiù pilu per tutti”, speculazione edilizia a man bassa e cementificazione ovunque. Addirittura davanti alle forze dell’ordine sbianca quando gli si chiede una semplice ricevuta, ed è un pessimo padre dando esempio di vergognosa depravazione nella scelta delle fidanzate.

Quello che traspare dalla pellicola, è che il mare magnum della nostra Italia, fatto di imperante corruttela, escort onnipresenti e maleducazione senza limiti, rende il personaggio di Cetto “moderatamente” simpatico.

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