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In scena al Teatro Euclide di Roma un vincente riadattamento della nota commedia di Oscar Wilde.
Liberamente riadattato dalla famosa commedia di Oscar Wilde "The importance of being Earnest", lo spettacolo in scena al Teatro Euclide di Roma si dipana in maniera vivace tra equivoci, risate e buona recitazione.
La trama ci illustra le vicende di Algy e Jack, due simpatici amici inglesi i quali hanno entrambi adottato il falso nome di "Franco" per poter conquistare le rispettive fidanzate, Guendalina e Cecilia: ma le vicende nelle quali si troveranno invischiati costringeranno i due ad arrampicarsi sugli specchi prima di trovare il bandolo della matassa nel finale a sorpresa.
Lo spettacolo, pur riproponendo una trama ben conosciuta agli amanti del teatro, conquista per la sua freschezza e la sua capacità di far filare tutto liscio, intrattenendo lo spettatore fino all'ultimo.
Commedia in due atti, brilla decisamente per il cast di bravi attori che le dà vita: bravissimi i due protagonisti, Cristiano Guglielmi e Gianluca Tucciarone, nell'avvincere la platea con due personaggi ben studiati e ben caratterizzati, soprattutto il Jack di Tucciarone; ottima performance anche delle due giovani attrici Ghila Manor e Martina Carletti nel dipingere le due differenti fidanzate, la piccola, agguerrita e tenace Guendalina la prima e la farfallona, leggiera, svampita Cecilia la seconda; sono inoltre da menzionare per la loro delicatezza interpretativa anche i tre personaggi comprimari, il maggiordomo Lane, l'arcigna zia Hogasta e la tutrice Miss Prisma, caratterizzati con estrema semplicità e bravura da Federico Maria Galante, Silvia Quondamstefano e Alessia Pavone.
Un discorso a parte deve esser fatto per la regia, di Tommaso Arnaldi, giovane ventitreenne romano, che alla sua prima prova ha saputo portare una ventata di freschezza nell'ambito teatrale.
L'azzardato uso di canzoni particolarmente note solo ad un ambito giovane (chi ha una discreta conoscenza musicale non avrà potuto non riconoscere la mano di Yoko Kanno and The Seatbelts, famosi per aver composto la colonna sonora di Cowboy Bebop), una rottura parziale con il palcoscenico come unico spazio recitativo, sfruttando la platea come ulteriore dimensione per dar vita allo spettacolo, una riuscita commistione tra una sonorità televisiva ben nota e le caratteristiche salienti degli attori, rendono l'idea di un regista che sa come muoversi e sa quel che vuole. Il che non è poco se si pensa alla giovane età in questione.
Unica nota negativa, non dovuta tra l'altro allo spettacolo in sé ma all'acustica del teatro, è stata la difficoltà nell'udire con chiarezza il parlato degli attori dalla metà della seconda platea in poi: ma nulla che potesse inficiare l'ottima esecuzione dell'opera.
Lo spettacolo è stato presentato dall'Associazione Culturale "Mi Re La".
Per informazioni:
Teatro Euclide
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