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Dal 28 settembre al 3 ottobre al Teatro San babila con L'Orchestra “Giorgio Strehler”
Dopo l'esperienza della scorsa stagione ecco che L'Opera incontra Milano, sfidandola, al Teatro San Babila. L'occasione è buona perchè la stagione operistica nei Tempi della Musica, ad essa dedicati, non si è ancora aperta e già un opera lirica completa, come “La Traviata” di G.Verdi, un melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave, si affaccia sulla scena milanese, annunciandosi un grande successo.
Ora non rimane che aspettare la risposta dei milanesi ad uno tra i titoli più amati del repertorio operistico, considerata, certamente a ragione, romantica e allo stesso tempo struggente, arricchita dalle musiche di Verdi, da una validissisma coreografia di Valeria Pala, coadiuvata in scena, ma anche nelle ombre che mimano il carnevale nell'ultimo atto, dal ballerino Pasquale Tafuri, nonché dai sapienti giochi di luci, che hanno saputo dare la giusta dimensione e sono capaci di fare immergere il pubblico nella trama, fino a fargli dimenticare di stare in un teatro, ma riuscendo farli sentirsi parte integrante di essa.
Senza dubbio alcuno non si può dire: la scelta di lanciare una sfida coraggiosa ed innovativa da parte di Gennaro D'Avanzo, storico direttore artististico del Teatro San Babila, dalla fervida mente partenopea, è da accettare ad occhi chiusi perchè senz'altro vincente.
L'enfasi ed il successo di quest'opera non possono però far sottacere sugli attuali problemi che il Teatro e dell'arte in generale sta attraversando: ogni giorno sotto i nostri occhi cadono pezzi di storia e tanti altre realtà vengono ridotte in “fin di vita”. Da qui, iniziative private di ogni genere, come quella del corteo funebre di oggi, organizzato da Pietro Pignatelli a piazza Del Gesù a Napoli conclusosi con oltre mille partecipanti che silenziosamente hanno protestato contro i tagli a musei, per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica su un problema reale, rimamendo l'unica possibilità di salvare e valorizzare la cultura.
I pochi fondi pubblici ancora disponibili vengono distribuiti senza un criterio meritocratico ma solo, oserei dire, a “simpatia” da un sistema che devo supporre non ha il polso della reale gravità. Diversamente non si spiegherebbe tutto questo disinteresse anche se la c.d. pubblicità “progresso” ci propina un politico che si inventa testimonial, a spese nostre, di un patrimonio immenso come quello italiano, includendo anche quello di uno stato estero, annesso al territorio italiano, dando prova della sua “ignoranza”, a meno da non considerare che sia lo stato italiano annesso a quello stato estero.
Ci si chiede, come faranno ad andare avanti tutte quelle realta che non riescono ad entrare nel sistema “simpatia”, ma che lavorano e vivono d'arte, come faranno a sopravvivere? Chi non molla lo fa solo per la passione, per amore verso il suo lavoro, non certo per soldi o per spartire una torta che non c'è ormai da tempo. Quindi solo il pubblico può salvare il teatro e l'arte, perchè non possiamo sperare in finanziamenti pubblici che oramai sono ridotti all'osso e destinati a sparire in un periodo storico in cui i governi non hanno più denaro da “investire” che non sia per solo che per i loro scopi e giochi di potere.
Ma, tornando all'opera, ieri sera la “prima” al Teatro San Babila ha dato certamente i risultati sperati e la sala, che purtroppo ha solo 500 posti a sedere, era piena di appassionati, ma soprattutto di neofiti, i quali accettando la sfida, si avvicinavano all'operetta per la prima volta perchè invitati da amici e che mai avrebbero varcato Il foyer della Scala, ad esempio, perchè considerata troppo schic e destinata ad un pubblico In. L'emozione del direttore era tangibile nell'annunciare l'apertura della stagione 2010-2011 e, presentando L'Opera insieme al produttore della compagnia Felix, alias Felice Latronico, sul palco erano concordi nel dire: “nelle botti piccole c'è il vino buono”, alludendo alle dimensioni del teatro e strappando così un caloroso applauso del pubblico.
Poi allo spegnere delle luci, le prime note dell'orchestra, forse con qualche incertezza, davano il via all'opera e la scena si apriva dando fin da subito emozioni che, come in un crescendo rossiniano, diventavano sempre più forti entrando nel pieno della storia della cortigiana Violetta Valéry, deliziando le orecchie e l'animo del pubblico con la sua orchestra, ma anche con il validissimo Coro “Calauce” di Calolziocorte che in collaborazione con “Operetta Mon Amour” di Genova e la regia di Paola Pellegrino ha convinto tutti aprendo sicuramente la strada alle prossime cinque opere in cartellone, la prossima delle quali “la vedova allegra” dal 5 al 10 ottobre 2010, confermandosi così l'opera che fin dalla sua prima rappresentazione, del 1853, è stata capace di appassionare il pubblico ininterrottamente.
L'Opera scritta appunto nel 1853, è tratta dal romanzo “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas figlio e fu rappresentata per la prima volta al teatro “La Fenice “ di Venezia. La trama è nota: Violetta Valery conosce Alfredo Germont, ad una festa in suo onore, e si innamora perdutamente, tanto da decidere di stabilirsi insieme a lui in una casa in campagna abbandonando la vita mondana. Questo amore, però, non è ben visto dalla famiglia del giovane ed il padre, Giorgio, va a casa della coppia per pregare Violetta di lasciare il figlio.
Violetta finge di essere ancora innamorata del suo protettore e torna a Parigi lasciando Alfredo. Intanto la salute di Violetta peggiora sempre di più e, rileggendo una lettera di Giorgio Germont che aveva detto tutta la verità al figlio le annuncia il suo rientro da un lungo viaggio per raggiungerla. Alfredo arriva a casa di Violetta proprio mentre la giovane è in fin di vita e, nel frattempo, giunge anche Giorgio Germont dichiarando il proprio rimorso. Infine mentre fuori impazza il Carnevale, Alfredo promette a Violetta di portarla via da Parigi, ma questa, dopo avere regalato all’amato un medaglione con la propria immagine, spira sul divano.
In estasi il pubblico durante l'esecuzione delle arie più famose come“Libiam ne’ lieti calici”, “Un dì felice, eterea” “Sempre libera degg’io”, “Amami Alfredo”. Un paio di queste arie sono state bissate, a braccio, nel Foyer del Teatro, dove il pubblico insieme agli artisti ed un entusiasta direttore artistico hanno brindato al successo dello spettacolo alzando i calici, gentilmemte offerti dalla direzione del Teatro.
Al Teatro San Babila - C.so Venezia 2/a Milano orari: dal martedì al venerdì ore 20.30 – sabato ore 16.00 e 20.30 – domenica ore 15.30
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