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Un originale remake dell'opera di Shakesper che da nuova vita ad un testo classico con sagace manipolazione linguistica
Credo proprio di no, sarà stato invece voluto lo sposalizio tra il Teatro Carcano ed una delle più belle “commedie romantiche” della prima fase compositiva Shakesperiana, per dare la giusta carica all’apertura della stagione teatrale nel rinnovato teatro.
Il nuovo loock del teatro crea di per se un atmosfera di un prevalente rosso porpora, inaugurando con un classico che però mantiene la magia di poter essere rimodulato e reinterpretato con piccole ed accurate modifiche, che, in questa apertura della stagione teatrale del Carcano, vengono affidate alla sapiente mano di Armando Pugliese.
Il regista ha voluto affidare ad un cast d’eccezione, composto da 12 attori, tutti di grande qualità capace di dare al pubblico il vero sapore di teatro in una commedia intrisa di personaggi caratteristi, i quali esigono una meticolosa cura e dedizione: Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Giulio Farnese, Carlo Di Maio, Vito Facciolla, Daniele Gonciaruk, Elisabetta Alma, Emanuela Trovato, Marco Trebian, Marco Zingaro, Maurizio Tomaciello, Valentina D’Andrea.
Questo il cast che si destreggia abilmente in un alternarsi di personaggi curiosi, estremi ed alle volte paradossali. Diceva Edoardo Siravo, durante la conferenza: “Un vero cast, si distingue dagli altri, se riesce ad avere un vero affiatamento”.
E questo evinceva sicuramente durante i due atti, un bellissimo intreccio di metodi recitativi e di movimento, distanti tra loro per tipologia, che narra di matrimoni combinati di nun periodo oscurantistico per la donna ma ancora in voga da noi anche negli anni '60.
Infatti le scelte attoriali fatte da Armando Pugliese, disegnano perfettamente e volutamente dei generi recitativi diversi, portati in scena sia per facilitare la lettura dello spettatore e, secondo me, per rendere più divertente il magico lavoro dell’attore stesso. E' per questo che si nota in scena un piacevole contrasto come tra l’arte recitativa del talentuoso e “navigato” Edoardo Siravo, e la grinta recitativa di Maurizio Tomaciello che richiama l’esplosivo Jim Carrey in The Mask.
Questo plateale incontro/scontro da vita a quell’altalenarsi di sensazioni ed emozioni che genera curiosità e patos allo spettatore.“Leit Motiv” che viene sottolineato, anche dalle scelte scenografiche, presenti e volutamente essenziali e dall’univoco e talentuoso tocco di classe dato dalle delicate note del maestro Goran Bregovic.
Le vicissitudini descrivono il profumo di uno sfavillante ma misterioso Veneto, in una Padova reinventata, che con l’intrecciarsi di curiose vicissitudini, riporta ai giorni d’oggi delle argomentazioni attualissime e di grande interesse.
Al centro dell’attenzione una professionista del mondo teatrale e di quello televisivo, Vanessa Gravina, interpreta la scomoda ma accattivante veste delle bisbetica, una sorta di “animale non domestico” nella quale, ancheggia, si diverte ed ha anche il piacere di venirne fuori durante l’affascinante monologo finale, quando effetivamente ed affettivamente preferisce i panni della donna, che nasconde abilmente la bisbetica.
Uno spettacolo che taglia il nastro, e che rimarrà in scena fino a domenica 24 ottobre, nel migliore dei modi alla rinascita strutturale di un Carcano che da vero sapore di Teatro. La sera della prima abbiamo notato in sala una quantità di ragazzi e non siamo riusciti a resistere a chiedere loro cosa ne pensassero dello spettacolo e come vivessero il Teatro ed il lavoro dell’attore:
Cosa ti lascia questo spettacolo?
“Sicuramente stupore. non pensavo che shakespeare fosse cosi' veloce, divertente ma poi, alla fine, comunque intriso di significato. pensavo fosse solamente un susseguirsi di versi o cose del genere”.
Divertiti a fare il regista, cosa cambieresti?
“Con tutto rispetto per la bravissima attrice, vanessa gravina. le indicherei di essere ancora piu' aggressiva nei panni della bisbetica per dare ancora piu' forza al cambiamento finale. motivando cosi' ancor di piu' lo stupore del pubblico e dello stesso cast. e se, posso permettermi ritaglierei dei frammenti di spettacolo per rendere piu' palese il riferimento alla scena iniziale, che poi si ritrova nel finale, chiederei perche' durante tutto lo spettacolo, io e i miei compagni ci siamo chiesti il motivo della stessa scena iniziale. forse era quello che voleva armando pugliese?”
Cosa ne pensi del lavoro dell’attore?
“In questo spettacolo abbiamo ammirato come sia divertente questo mestiere, specialmente a livello teatrale. in uno spettacolo di neanche due ore, abbiamo visto come molti di loro cambiassero personaggio. e’ una vera magia.”
Spero che queste righe facciano piacere, sia ai ragazzi della quarta A, di una scuola milanese, sia ai docenti che hanno collaborato ed accompagnato i loro alunni, che alle persone le quali regalano la loro vita e la loro passione al Teatro.
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