|
Rubriche
|
|
Scritto da Andrea Mascolo
|
|
Mercoledì 28 Settembre 2011 14:00 |
|
Nelle sale italiane spopola l'avventura del simpatico popolo blu in carne e ossa (e animazione digitale).
I Puffi sono conosciuti in tutto il mondo: parto della fantasia del belga Pierre Culliford detto Peyo i simpatici omini bluastri da anni emozionano i più piccoli con le loro avventure a fumetti e in televisione. La loro vita trascorre tranquilla e in gioiose danze nel villaggio fatto di funghi, nascosto magicamente in un'antica foresta, dove ogni Puffo ha un suo preciso ruolo: da Grande Puffo, saggia guida di tutto il villaggio, a Puffo Brontolone, Puffo Quattrocchi, Puffo Golosone, ecc.
Loro acerrimo nemico è lo sfortunato stregone Gargamella. Accompagnato dal suo gatto Birba, questo bieco individuo perseguitato dalla sua goffaggine e dalla malasorte tenta con poco successo da anni di catturare tutti i Puffi per (a seconda dei casi) mangiarli, sfruttare il loro potere magico o usarli per tramutare i metalli in oro.
Il film ci presenta il festoso popolino blu accingersi a festeggiare la Luna Blu con canti, danze e feste: ma a causa della disobbedienza di Puffo Tontolone e ad una circostanza fortuita, mentre tutti i Puffi scappano da Gargamella, alcuni di loro si ritrovano catapultati per magia nella città di New York. Ben presto i nostri eroi si renderanno conto che tornare a casa non sarà un'impresa facile: soli in un mondo che non conoscono, senza le magie di Grande Puffo e con alle calcagna Gargamella e Birba.
Ma ben presto gli esuli blu vengono "adottati" da due newyorchesi in attesa del loro primo figlio, Johan e Grace (interpretati rispettivamente da Neil Patrick Harris e Jayma Mays): grazie al loro aiuto Grande Puffo e i suoi Puffi potranno avere una chance di contrastare Gargamella e provare a ritornare alla loro amata foresta.
Il film, godibilissimo anche senza l'ausilio della tecnologia 3D, riesce vincente nella sua idea di presentare in chiave moderna una serie di personaggi storicamente ben fissa nell'immaginario collettivo. Le interazioni dei Puffi con gli oggetti di ogni giorno e con le dinamiche della vita (stressante) moderna danno adito a tutta una serie di gag che fanno morire dal ridere i più piccoli e strappano sorrisi ai grandicelli; senza contare le continue dabbenaggini che Gargamella mette in atto, alcune particolarmente spassose (prima fra tutte la scena del ristorante di lusso).
Purtroppo gli attori non hanno la giusta dimensione recitativa visto che lo spazio è tutto rubato dai gioiosi Puffi; e anche il sentire fino alla nausea quest'ultimi cantare comporta non pochi sbuffi e impazienti sguardi agli orologi tra il pubblico adulto. Ciò nonostante, la quasi completa fedeltà all'idea originale e altre simpatiche trovate (geniale la rottura della "quarta parete" da parte dei Puffi) rendono il film un'ottima scelta per tutta la famiglia in questo poco movimentato panorama cinematografico settembrino.
|
Commenti