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Hereafter

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Scritto da Francesco Maggiore   
Giovedì 06 Gennaio 2011 19:55

Così Clint Eastwood ha trovato il suo aldilà secondo un punto di vista prettamente “laico”.


HereafterLa sceneggiatura originale di Peter Morgan circoscrive tre storie in tre diversi angoli della terra: Parigi, Londra e San Francisco. Tutto ha inizio in Indonesia il 26 dicembre 2004, una triste data che molti ricordano per il disastro verificatosi con il terribile tsunami (ricostruito nella pellicola in maniera sorprendentemente realistica) che ha portato morte e devastazione.

In questo contesto, la giornalista francese Marie Lelay (la splendida Cecilè De France) sopravvive per miracolo alla tragedia ed inizia a porsi una serie di interrogativi sull’aldilà arrivando a scrivere un libro e mettendo in crisi il rapporto con il fidanzato editore. A Londra, il ragazzino Marcus (Frankie McClaren), già in difficoltà per una madre tossicodipendente, cerca un contatto con l’adorato e defunto fratello gemello Jason, ottenendo incontri con dei millantatori che si spacciano per narratori di ciò che si nasconde oltre la morte.

A San Francisco, George Lonegan (il sempre più bravo Matt Damon) è un operaio “sensitivo” ed è afflitto in maniera indelebile da questo suo dono e al tempo stesso maledizione. Tutti e tre i protagonisti finiranno per incontrarsi alla fiera del Libro di Londra, dando inizio a nuove storie e anche a riconciliazioni personali.

La maturità di Eastwood ha raggiunto vette altissime, e in questo film ho evidenziato una certa vicinanza col cinema francese, soprattutto a Claude Lelouch, per la capacità di intrecciare le storie dei diversi personaggi. Inoltre ha un forte segno di continuità con capolavori come “Gran Torino” e “Million Dollar Baby”, e alla veneranda età di 80 anni, Clint continua a stupire per la malinconia e l’amore che ci mette in ogni pellicola, confermandosi uno dei più grandi autori classici e crepuscolari del nostro tempo.

 

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