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Hanna

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Scritto da Francesco Maggiore   
Mercoledì 17 Agosto 2011 18:50

Ci voleva un regista dall’innata sensibilità come Joe Wright per raccontare la storia di una bambina predestinata ad essere una spietata assassina.


Dopo “Espiazione” e “Il solista”, il bravissimo Wright si cimenta con una vicenda thriller spionistica, che ha per protagonista la bravissima Saoirse Ronan, già protagonista di “Amabili resti” di PeterJackson. Qui è Hanna, una ragazzina addestrata dal padre , Erik Heller (Eric Bana), ex agente della Cia, ora nascosto con lei nelle foreste della Finlandia.

Si occupa da sempre del training della ragazzina: caccia, arti marziali, e le più svariate lingue sono il mantra quotidiano, a cui il padre addestra la ragazzina per uno scopo finale: assassinare la perfida Melissa Wiegler (Cate Blanchett), gelida e spietata funzionario della medesima agenzia da cui proviene lui stesso, coinvolta nella morte della madre della ragazzina.

Un giorno Hanna decide che è arrivato il momento di compiere la missione assegnatale dal padre e si mette in marcia verso Berlino con l’obiettivo di uccidere Melissa ed incontrare Erik una volta lì. Ma a sua volta la stessa Wiegler, le metterà alle calcagna tre sicari sui generis, e tra un combattimento e un altro, la resa dei conti ci sarà all’interno del parco di Hansel e Gretel nella capitale tedesca.

Il film tiene col fiato sospeso fino alla fine, e Wright racconta con incredibili virtuosismi visivi  la storia di questa ragazzina dai lineamenti delicati, ma letale come un killer, che non può assaporare fino in fondo gli anni della sua adolescenza, costretta a compiere azioni che solo (e forse neanche) un adulto navigato può immaginare.

Un breve momento di pace per la piccola, è sottolineato poeticamente dalle sonorità elettroniche dei Chemical Brothers, che hanno composto su più generi una colonna sonora adattabile nei rari momenti di calma e in quelli numerosissimi di fuga disseminati per tutta la pellicola.

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