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Prima edizione assoluta per il Corpo di Ballo di Roma del balletto di Petipa La Bayadére con cast internazionali di altissimo livello unito alle piccole stelle del Teatro Romano.
Al Teatro dell'Opera di Roma è andato in scena, dal 19 al 30 ottobre, La Bayadére con la storica coreografia di Marius Petipa, ripresa da Karina Alavardjan e Ljuba Cobrijevic, su musiche di Ludwig Minkus. Nel corso delle undici recite previste in cartellone sono innumerevoli le coppie che si sono avvicendate sul palcoscenico del teatro capitolino, pertanto vi restituiremo una cronaca dei singoli spettacoli in ordine cronologico.
Cominciamo dalla prima del 19 ottobre. Sulla scena Nikya era Svetlana Zakharova. È superfluo aggiungere lodi accanto a questo nome per sottolineare l'altissimo livello che quest'artista porta in scena ad ogni sua esibizione. La Zakharova, pur con qualche pecca di sensualità nei primi due atti, è senza discussione la più grande danzatrice che oggi possiamo ammirare. Nel quarto atto ci emoziona e ci fa sospirare insieme alla sua tecnica d'acciaio e alle sue linee vergognosamente perfette.
Accanto a lei il bravo Aleksander Volchov interpretava Solor. Come Gamzatti trovavamo la prima ballerina dell'Opera di Vienna Olga Esina, perfettamente calata nei panni della cattiva, con una presenza scenica raggelante e altera. È da segnalare come Idoro d'Oro il bravo Alessio Rezza, che di volta in volta migliora le sue prestazioni sfoggiando solida tecnica e un lavoro sul proprio corpo esemplare. Ci fa piacere evidenziare l'esecuzione divertente e carina della variazione dell'anfora del secondo atto da parte di Silvia Fanfani.
 Il 27 ottobre, recita dedicata alle scuole, debuttava nel ruolo di Nikya Anna Chiara Amirante, elemento molto interessante del corpo di ballo romano, al suo primo incontro con un grande ruolo. l'Amirante ha classe da vendere, presenza in scena elegante e magnetica, linee fluide e taglienti, braccia ipnotiche come quelle della dea Kali. Ha saputo disegnare atto dopo atto un personaggio romantico e sognatore ma non debole.
Se ci aveva conquistato nei primi due atti è nel terzo che ci incanta, pur con qualche imprecisione dovuta alla mancanza di prove e probabilmente all'emozione. Nel complesso possiamo affermare che l'altra sera al Teatro dell'Opera è nata una potenziale futura prima ballerina, la quale, siamo sicuri ci rivelerà molte sorprese nel corso del tempo. Accanto a lei Alessandro Macario ha dato dimostrazione di essere un ottimo partner. Corretta è stata la Gamzatti Kusha Alexi. Molto buona è stata l'esecuzione dell'Idolo d'Oro di Giuseppe Depalo.
Il 29 ottobre sulla scena brillava e di conseguenza illuminava l'intero Teatro la magnetica Polina Semionova. Sensuale ed elegante la Semionova ha incantato il pubblico, portando con se una carica sensuale coinvolgente unita ad una musicalità e una tecnica da fuoriclasse.
Nel quarto atto ci rapisce con un interpretazione sensazionale, strappando grandi ovazioni al pubblico romano che l'ha inondata di giusti applausi. Insieme a lei Vladimir Shishov ha fatto molto bene in una parte che non ha un grande spessore psicologico o drammatico e della quale difficilmente si rimane colpiti. Alessia Gay non interpretava Gamzatti, era Gamzatti, i suoi occhi da cerbiatto diventavano pieni d'odio e la sua presenza in scena si caricava di forza espressiva come poche volte ci è capitato di osservare, queste sono caratteristiche che solamente un grande artista può possere.
Il 30 ottobre Alessandra Amato era Nikya, anche lei come l'Amirante e la Gay è un elemento del corpo di ballo del Teatro dell'Opera. Da due anni a questa parte notiamo una costante evoluzione nelle interpretazioni di questa danzatrice che ci fanno domandare come mai non sia ancora passata a prima ballerina. Dopo Kitri, Odette/Odile, Nikya e innumerevoli ottime interpretazioni di ruoli di prima ballerina ed étoile, aspettamo con ansia il suo giusto riconoscimento. La Amato confera le nostre aspettative danzando divinamente un ruolo che sembra creato appositamente per lei.
Nel complesso l'orchestra dell'Opera di Roma, guidata da Rafael Avnikjan, ha dato ottima dimostrazione di professionalità. Il corpo di ballo, ahimè, mostrava segni di cedimento un pò dapertutto. Causa di poche prove? Prove gestite male? Non lo sappiamo e non vogliamo saperlo. Fattostà che negli assoli si notava la buona preparazione dei singoli e nei momenti di insieme il coordinamento veniva a mancare. Con Bayadére si concludeva la stagione 2010/2011 del Teatro dell'Opera di Roma, non ci resta che rimanere ina tetsa dei prossimi titoli previsti in cartellone: Schiaccianoci a dicembre e Coppelia a febbraio.
Nelle foto da in alto a sinistra: Svetlana Zakharova, Anna Chiara Amirante, Alessia Gay e Alessandra Amato
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