il Titolo Giornale Periodico Online di Arte Cultura Spettacolo e Attualità   Reg. al Tribunale di La Spezia n.° 3 del 07/06/10     ROC 20453     P.I. 01219600119
Giovedì 24 Maggio 2012

Pubblicità

Banner

+ Visibilità a - Costi

Visibilità a - Costi

Visite Globali

Visite Globali

Visite dal Mondo

Visite dal Mondo

Visite dall'Italia

Visite dall'Italia

Le seguenti statistiche vengono aggiornate mensilmente

a



+ Visibilità a - Costi


Per ulteriori informazioni o prenotazioni in merito

uno staff sempre pronto a rispondere ad ogni Vostra esigenza
*
al seguente indirizzo emai:
info@iltitolo.it

Ricerca Nel Giornale

GSearch

 

Dossier privati e pulsioni represse in “J. Edgar”

Stampa E-mail
Rubriche
Scritto da Francesco Maggiore   
Martedì 10 Gennaio 2012 19:30

L’ultimo Clint Eastwood decide di affidarsi all’ennesima biografia a stelle strisce.


Dossier privati e pulsioni represse in “J. Edgar”Servendosi del camaleontico Di Caprio per tratteggiare una delle leggendarie figure della storia americana: J. Edgar Hoover. Costui è stato il direttore dell’Fbi per ben 48 anni, passando attraverso 8 presidenti ed altrettanti mutamenti socio culturali in terra statunitense. Eastwood lo dipinge come un individuo notevolmente ferreo e rigoroso nel far crescere il famigerato Federal Bureau of Investigation, ma allo stesso tempo ne esalta la natura contrastata sulla sfera intima.

Cresciuto tra un padre assente e una madre morbosa (Judi Dench), J. Edgar ha represso la sua omosessualità latente per tutta la vita, e a farne le spese sarà il suo confidente e vicedirettore Clyde Tolson (Armie Hammer). Quest’ultimo lo amerà per oltre trent’anni, ma solo verso la fine della sua esistenza troverà una palese e allo stesso tempo “velata” dichiarazione d’amore di Hoover (la scena più bella e commovente di tutta la pellicola), in cui metterà a nudo sé stesso con i suoi successi e i suoi fallimenti.

Sul piano lavorativo invece, Hoover macina un successo dopo l’altro: dalle deportazioni dei “comunisti” (o presunti tali), alla cattura del nemico pubblico John Dillinger, di George Kelly e dell’assassino del figlio del famosissimo aviatore Charles Lindbergh, fino alle persecuzioni delle Pantere Nere e di Martin Luther King (fabbricando anche dossier fasulli se necessario).

Non c’è luce in quest’America paranoica e integerrima filmata da Eastwood, ma forse gli unici barlumi vengono dalle uniche due persone vicine ad Edgar, la segretaria Helen Gandy (Naomi Watts), e dallo stesso Tolson, che gli sarebbe stato accanto fino alla fine con un amore devoto e incondizionato.

Sospeso tra le atmosfere retrò di “Changeling” e la peculiarità recitativa di “The Aviator”, “J. Edgar” potrebbe essere la pellicola che regalerà a Di Caprio il suo primo premio Oscar, e stavolta le premesse ci sono tutte, perché è Hoover a tutti gli effetti sia nella gioventù che nella vecchiaia, nel controllo ossessivo delle vite altrui e nella paura del proprio essere e amare.

 

Commenti

Effettua il login dal Giornale per inviare commenti o risposte oppure collegati al Social Network.
 

Lista Rss

Ogni Redazione ed ogni Rubrica ha il suo Rss Feed personalizzato, ricercabile in Home Page e nella Redazione o Rubrica d'interesse, con possibilità di abbonamento alle nostre pagine, il link è situato sull'iconcina.

 
Previsione Oggi
Previsioni per Oggi
Previsione Domani
Previsioni per Domani
Banner

Servizi

Ricette * Oroscopo * Viabilità * Concerti * Viaggi * .....e altri ancora nel nuovo menù per gli Utenti Registrati
Banner


I’m not a lady

Il singolo di Silvya Lane

Inviate i VOSTRI VIDEO, breve descrizione e link a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyVideo"
Banner
Terremoto in Emilia Romagna
Terremoto in Emilia Romagna

Foto di gentile concessione della
Coldiretti
Emilia Romagna
.
Inviate le VOSTRE FOTO, breve descrizione
a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyFoto"
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner