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Cinema e Teatro
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Da Livia Graldi
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Lunedì 18 Aprile 2011 18:21 |
Quattro registi romani al 59esimo TrentoFilmfestival, 28 aprile - 8 maggio 2011.
Sulle tracce di un missionario in Patagonia. Ricordando il Corsaro Nero. Gocce d’acqua che stillano dalle stalagmiti e vette che esplodono. Sono i quattro film capitolini al “festival della montagna”. Un unico denominatore: la natura, anche quella umana, che sta mutando il suo volto.
Di una meta di ossessioni e passioni, la Patagonia, racconta Per questo stretti a morire (cartografia di una passione) film dei romani Isabella Sandri e Giuseppe Gaudino. Presentato nella sezione Orizzonti alla Biennale di Venezia 2010, sarà in concorso alla 59esima edizione del TrentoFilmfestival, in programma dal 28 aprile all’8 maggio.
Un trentino che sembra terra di frontiera, Far West, con cave di pietra, operai sanguigni, camion che vanno e che vengono e musica folk in sottofondo. La quiete di un paesaggio, le cime, gli alberi che ondeggiano al sole e il cinguettio dei passerotti interrotti dal fragore dell’esplosione della dinamite in una cava. Il Trentino del business del porfido è quello raccontato dal documentario L’età della pietra, video inchiesta del giornalista Alessandro Genovese.
Ripercorrere i passi fatti dalle spedizioni storiche, cercare gli stessi scenari per vedere quanto è cambiato da allora. E’ Sulle tracce dei ghiacciai, documentario di Massimiliano Sbrolla, realizzato in collaborazione alla regia con Paolo Aralla.
Capitan Salgari di Marco Serecchia racconta la vita di Emilio Salgari (Verona 1862 – Torino 1911) muovendosi attraverso tre "geografie" che caratterizzano gli ultimi vent'anni della sua vita. La geografia torinese, il vissuto della città in cui ha trascorso gli anni più tormentati della sua vita.
Da giovedì 28 aprile Trento torna a essere la capitale internazionale della montagna grazie al TrentoFilmfestival, la prima rassegna cinematografica al mondo per età e importanza, dedicata alla magia delle vette. Una “ferrata” lunga 11 giorni, in cui si avvicenderanno numerosi e importanti nomi della cultura, dello spettacolo e dell’alpinismo, che si concluderà domenica 8 maggio con l’assegnazione della “Genziana d'oro” e degli altri prestigiosi riconoscimenti della rassegna.
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Cinema e Teatro
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Da Sara Mauroner
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Sabato 16 Aprile 2011 14:32 |
Lo spettacolo sulla Costituzione dell’Università andrà in scena martedì 19 aprile alle 11 al Teatro Nuovo di Verona.
Lo spettacolo teatrale L’Alba delle Libertà andrà in scena per gli studenti veronesi in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia al Teatro Nuovo martedì 19 aprile alle 11. Lo spettacolo, nato da un progetto culturale dedicato dall’ateneo ai giovani per promuovere la conoscenza e i valori della Costituzione con il sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni, verrà proposto ad una platea di studenti delle scuole di secondo grado in collaborazione con il Miur - Ufficio scolastico provinciale di Verona.
Saranno oltre 500 gli studenti delle scuole superiori di Verona e provincia che assisteranno martedì al matinée. Hanno aderito all’iniziativa gli istituti Guarino Veronese e Dal Cero di San Bonifacio, insieme all’Istituto Professionale Sanmicheli, all’Istituto Lorgna Pindemonte, all’Educandato agli Angeli e l’Istituto d’Arte Nani-Boccioni, questi ultimi di Verona.
Con “L’Alba delle Libertà” la Costituzione si propone in una veste nuova, con un’armoniosa e originale sequenza di musiche, filmati storici, reading ed azioni sceniche. In virtù della particolare rilevanza didattica e culturale "l'Alba" ha ottenuto in occasione della prima rappresentazione l'Adesione e la medaglia del Presidente della Repubblica. I testi sono di Marco Ongaro, le musiche originali di Marco Ongaro e Vittorio De Scalzi. Ne saranno interpreti Mario Monopoli e Daria Anfelli affiancati sul palco da un gruppo di giovani attori dei Corsi di recitazione della Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona. La regia è curata da Paolo Valerio.
L’Ateneo propone quest’anno lo spettacolo come evento delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, in sintonia con l’orientamento espresso anche da una recente indagine di Repubblica.it: la parola scelta da oltre 100mila lettori per identificare il concetto dell’unità non è tricolore e neppure resistenza, ma Costituzione.
L’ “Alba delle Libertà” è un progetto culturale e artistico presentato per la prima volta nel novembre 2009 che si inserisce nell’ambito delle attività proprie della missione stessa dell’Ateneo: promuovere la formazione intellettuale dei cittadini attraverso la trasmissione del sapere e lo sviluppo del senso etico. L’etica pubblica, in particolare, intesa come la capacità di individui, gruppi e comunità nel conformarsi a principi e regole che perseguono il bene pubblico, è un tema cruciale nella vita di ogni persona ed è condizione essenziale per il futuro di una nazione.
Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti vi è, oltre all’adesione del Presidente della Repubblica, il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Verona, dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto ed il premio “Addetto Stampa dell’anno 2010” per la Cultura assegnato all’ideatrice del progetto Maria Fiorenza Coppari.
Maggiori informazioni sul sito www.univr.it
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Cinema e Teatro
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Da Emilio Sturla Furnò
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Mercoledì 13 Aprile 2011 22:01 |
Il melodramma si fa danza per celebrare l’Unità d’Italia.
Le arie di Verdi, Puccini, Rossini, divengono prezioso sostegno delle coreografie di “E LUCEAN LE STELLE … L’OPERA IN DANZA”, lo spettacolo de La Compagnia di Danza “Il Cerchio e il Centro” di Rossana Longo col patrocinio e il contributo del Consiglio Regionale del Lazio in scena dal 19 al 24 aprile 2011 presso il Teatro Arcobaleno di Via Francesco Redi, 1 a Roma.
Traviata, Tosca, Madama Butterfly e Barbiere di Siviglia vengono proposti in una nuova veste per esaltare le grandi passioni che hanno ispirato la letteratura e la musica dell’ottocento italiano. Carlotta Ballanti, Carlotta Bellucci, Luigi Bonincontro, Alessia Cutigni, Alice D’Angelo, Chiara Garrasi, Benedetta Manzotti, Sebastiano Andrea Meli, , Deborah Romano, Michela Sancamillo danno vita alle tragedie di Violetta, Floria Tosca e Cio Cio San.
“Ho voluto” - afferma Rossana Longo - “analizzare e rivisitare questi personaggi facendoli rivivere attraverso un linguaggio che ne esalta l’angoscioso silenzio della tragedia, la sofferenza femminile. Questo anche con una scelta di brani musicali inusuali per la danza”.
Così la coreografa evidenzia il conflitto di Violetta tra il suo spiccato senso di libertà e l’amore per Alfredo, ma anche la vana forza d’animo per via della sua prematura morte, per opporsi al destino di diventare cortigiana e il desiderio di riscatto contro le convenzioni ed il moralismo di facciata dell’epoca. Allo stesso modo Cio Cio San trova, nell’amore per colui che crede essere l’uomo della sua vita, la forza di opporsi alle convenzioni e alle tradizioni della sua terra, scoprendo infine l’angoscia del tradimen-to, della solitudine e della disillusione.
La Longo disegna la breve esistenza del personaggio come effimera farfalla che, liberatasi dal bozzolo primitivo, è in grado di volare per un solo momento, preda del destino che la costringerà a privarsi della vita. Di Floria Tosca, incontra la tragedia di un destino cruento cercando l’amore; le coreografie mettono in evidenza quel sentimento così travolgente verso Mario che la spingerà a rinunciare alla propria vita.
Visione satirica, divertente e spensierata dell’opera buffa con un’analisi dei personaggi che li rende quanto mai attuali, per le coreografie del Barbiere di Siviglia nel secondo atto . All’amore fatale, sventu-rato ed assoluto, si sostituisce la commedia degli equivoci. La trama divertita e divertente della mac-chinazione di due innamorati. Danza una Rosina effervescente quanto intraprendente con il suo romantico Lindoro; Figaro aiuta gli innamorati negli intrighi amorosi a convolare a giuste nozze.
“Il mio intento” – chiosa la coreografa – “ è quello di trovare una nuova dimensione dell’opera lirica, esprimendosi nella prototipica gestualità della danza e riuscendo ad enunciare una nuova profondità dimensionale. La fluidità del racconto riesce a condurre con levità anche lo spettatore nuovo a questa forma d’arte, attraverso dramma e commedia: dalla catarsi alla liberazione, dal dolore al sorriso, in un offrendo allo spettatore pura poesia in movimento”.
Rossana Longo dedica questo spettacolo – che gode del patrocinio e il contributo del Consiglio Regio-nale del Lazio - alla sua indimenticabile amica Daniela la quale, pur essendosi avvicinata tardi all’opera lirica, era riuscita ad apprezzarne la bellezza e il fascino. Info e prenotazioni: Teatro Arcobaleno +39 06 44248154 - +39 320 2773855 - www.ilcerchioeilcentro.com
Teatro Arcobaleno Via Francesco Redi, 1 – ROMA dal 19 al 23 Aprile 2011 – ore 21.00 Domenica di Pasqua 24 aprile - ore 18.00 – riduzione con prenotazione obbligatoria
Per info www.emiliosturlafurno.it/home.html
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Cinema e Teatro
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Da Paola Papini
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Sabato 09 Aprile 2011 10:41 |
Di e con Francesco Gerardi e Marta Pettinari e la voce di Renato Campese.
Martedì 19 aprile alle ore 21.00 al Teatro Dehon di Bologna (Via Libia 59) M/T Moby Prince, uno spettacolo per un teatro di narrazione che ripercorre la più grande tragedia della Marina Civile Italiana, il disastro del Moby con i suoi 140 morti. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Lo spettacolo, presentato per la prima volta a Bologna in occasione del 20° Anniversario della vicenda, accaduta a Livorno il 10 aprile 1991, è organizzato con la collaborazione del Comune di Bologna e ha il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio dei Comuni di Bologna, Argelato (BO) e Dozza (BO), città di origine di alcune vittime del Moby Prince. L’iniziativa è realizzata con il contributo di Coop Adriatica.
Il 10 aprile 1991 la collisione tra il traghetto della Navarma e la petroliera Agip Abruzzo nella rada di fronte al porto di Livorno. Vent’anni dopo, due attori si alternano sul palco in una serie di monologhi incrociati. A parlare sono vite comuni, ricordi dei testimoni, documenti ufficiali. Pochi elementi, ma efficaci per un teatro di impegno civile.
Buio in sala, le scenografie sono proiezioni digitali in 3D su un grande schermo trasparente che fa da sfondo e da sipario. Anche le quinte diventano schermo e avvolgono gli attori insieme alle comunicazioni radio di quella notte. Un atto unico che non racconta soltanto le vicende umane, ma ricostruisce la fase processuale, le sue contraddizioni e le lacune emerse, approfondendo le ipotesi di responsabilità e gli aspetti ancora da chiarire.
Nessun intento di appoggiare alcuna tesi, né di sostituire il palcoscenico ad un’aula di tribunale: una storia narrata rispettando il punto di vista delle vittime, per spingere lo spettatore a riflettere sui motivi per cui - a vent’anni di distanza - le circostanze che determinarono l’incidente non sono ancora chiare e la morte di 140 persone rimane ancora senza colpevole. Perché la verità su quella notte è una sorta di miraggio, come il buio quasi totale con cui si apre la scena.
Il teatro ancora una volta come luogo di riflessione, di denuncia, di ricostruzione dei nodi e delle incoerenze che riguardano la nostra società, come meta di uno studio capillare durato più di un anno. M/T M.P. ha debuttato nel 2006 al Teatro Goldoni di Livorno ed è stato rappresentato per tre stagioni consecutive in numerosi teatri italiani. Lo spettacolo ha il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria, Regione Marche, Regione Piemonte, Regione Sardegna, Regione Toscana, Regione Umbria, Provincia di Livorno, Provincia di Milano, Provincia e Comune di Reggio Emilia, Comune di Brescia, Comune di Livorno, Comune di Olbia.
La Nave Europa è nata a Pisa nel 2005. Compagnia teatrale composta da attori di formazione ed esperienze eterogenee, rivolge la sua ricerca artistica alle attuali necessità della messa in scena avendo come riferimento la tradizione lasciata in eredità dai grandi maestri del ‘900 e come aspirazione la cooperazione con le diverse culture europee del teatro.
scene Carlo Fiorini e Samuele Polistina fondali digitali Pierpaolo Magnani e Canio Gerardi disegno luci Raffaele Brandani elaborazioni audio Alessandro Bufalini videoproiezioni Andrea Pagani
produzione La Nave Europa in collaborazione con Associazione 140 - Familiari Vittime Moby Prince
Per informazioni e prenotazioni inviare una e-mail a
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Le prenotazioni saranno valide fino a 15 minuti prima dell'inizio dello spettacolo.
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Cinema e Teatro
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Da Lia Chirici
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Sabato 09 Aprile 2011 10:28 |
Uno spettacolo con Giacomo "Ciccio" Valenti, Francesco Bozzi e Pierluigi Montebelli lunedì 18 e martedì 19 aprile 2011.
Uno spettacolo assolutamente da ridere, perché l’uomo quando si confessa diventa buffo. E quando lo fa in pubblico diventa impacciato ridicolo e soprattutto falsamente angelico. Sul palco con Giacomo “Ciccio” Valenti anche il trombettista jazz Raffaele Kohler . Improvvisazione e follia musicale come spesso è lo spartito della vita.
Dopo il successo di “Io penso positivo .. ma mi girano i maroni!” ,“Mi marzullo da solo…” vede il ritorno al teatro di Giacomo Valenti . Due ore di puro divertimento per uno spettacolo scritto con Francesco Bozzi e Pierluigi Montebelli già autori di Fiorello.
E’ dal compimento dei quarant’anni che sento ripetere: “ora ti cambierà la vita .. vedrai il tuo giro di boa… “io attendo per tre anni ma non succede niente. Che sia solo per Marina Ripa di Meana? Poi un giorno a 43 anni e mezzo arriva il preannunciato “giro di boa”.. Anzi la strambata!
Arriva una telefonata dal medico curante.. “ Giacomo scusa dove sei? Stai lavorando ? Bene.. senti non è che riusciresti oggi pomeriggio a passare a farti ricoverare? Niente di grave, è che sono arrivate le analisi del sangue… Ma mi raccomando se sei in macchina guida piano perché rischi il coma glicemico … “ Azz...e certo : niente di grave…. E quindi varchi la soglia del pronto soccorso con le mani alzate dichiarando” sono venuto a costituirmi: un kilo di carne al giorno e mezzo kilo di salumi al dì. Non cercate altro né droga né alcool ...”
Ed in una situazione surreale quasi comica ti trovi con uno spinotto in un braccio mentre riaccordano tutti i tuoi organi. E la tua mente inizia a “marzullarsi” bene bene . E dopo una raffica di auto domande e auto risposte, diventi campione mondiale di coscienza pulita . E soprattutto scavi tra la tua ciccia arrivando a una conclusione. La tua vita si basa su 4 certezze: La salute, la mamma, il figlio e il calcio.
BIOGRAFICA GIACOMO “CICCIO” VALENTI Ha iniziato in radio come dj autore di scherzi telefonici. Nella trasmissione "0337" le sue vittime erano i vip. In seguito ha continuato a realizzare scherzi alle persone comuni. La sua popolarità aumenta improvvisamente grazie alla conduzione di WWE SmackDown!, assieme a Christian Recalcati, con il quale la sua voce e il suo nome diventano noti anche tra il pubblico televisivo. In seguito conduce anche Candid Camera su Italia 1, Monster Jam e Slamball con Dan Peterson. Ha inoltre fatto parte del cast di Direttissima e del reality show di Canale 5 Uno due tre stalla, nelle vesti di inviato. Nel 2007, insieme a Tommy Vee conduce la prima edizione di Talent1.
Nell'estate del 2009 è stato anche conduttore del programma radiofonico XXL - Altrimenti ci allarghiamo! su Rai Radio 2. Attualmente conduce Poker1Mania (con Luca Pagano), è presenza fissa della trasmissione sportiva Controcampo, dove tiene una rubrica in cui vengono mostrate riprese curiose effettuate dentro agli stadi in cui calciatori, allenatori e pubblico diventano vittime inconsapevoli delle telecamere. È anche stato telecronista del torneo di poker Colorado Hold'em (parodia del torneo di poker Texas Hold'em) all'interno della trasmissione Colorado Cafè su Italia 1. Ad Aprile troveremo Ciccio anche a teatro con uno spettacolo scritto ed interpretato da lui dal titolo "Mi Marzullo da solo".
www.teatronuovo.it
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