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Cinema e Teatro
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Da Francesco Maggiore
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Martedì 12 Luglio 2011 23:12 |
Michael Bay dirige l’ultimo ridondante episodio in 3D della trilogia con Shia La Beouf, ma stavolta senza la presenza di Megan Fox.
Che dopo la precedente puntata, ha mandato al diavolo il regista definendolo autoritario come Hitler, e per tutta risposta è stata tagliata fuori dalla produzione (c’è chi pensa che ci sia stato lo zampino di Spielberg in questa decisione). La sostituta è la bellissima modella Rose Huntington Withley, che non ha nulla da invidiare alla Fox e che si è prestata benissimo alle mirabolanti follie di montaggio ormonali videoclippare di Bay.
La trama prende il via con un salto nel passato, ovvero il 1969, l’anno sbarco sulla luna, ma anche quello della fortissima competizione sui cieli tra Americani e Sovietici. In quel momento gli astronauti Aldrin e Armstrong avevano scoperto sulla Luna un’astronave con giganteschi robot morti, ma l’amministrazione Nixon contribuì ad insabbiare la notizia.
2011, durante una missione a Chernobyl, un gruppo di marines americani scopre che un pezzo dell’astronave cybertroniana “l’Arca”, era stato utilizzato dai russi per scopi nucleari, e da qui ci sarebbe stato il famoso disastro nucleare del 1986. Negli Stati Uniti, Sam Witwicky (La Beouf) ha notevoli difficoltà a trovare un impiego, nonostante abbia salvato il mondo per ben due volte ed esser stato insignito della medaglia d’onore da parte del Presidente Obama.
Finita la sua storia con Michaela, Sam convive con Carly (Withley), una bellissima ex stagista della Casa Bianca, che lavora per l’arrogante industriale Dylan Gould (Patrick Dempsey), con un terribile segreto da nascondere. Il nuovo scontro tra i buoni Autobots e i perfidi Decepticon, non tarderà ad arrivare, e Sam si farà aiutare nuovamente dall’ex agente Cia Simmons (Turturro), da un’acidissima direttrice dell’Intelligence Usa (Frances Mc Dormand) e dai militari Lennox (Josh Duhamel) ed Epps (Tyrese Gibson).
Il teatro dello scontro finale sarà a Chicago tra palazzi di vetro in caduta libera e robots che si combattono strada per strada. Questo è l’ultimo episodio (perlomeno per Bay e La Beouf) di una trilogia multimilionaria bella per l’occhio, ma stordente per i neuroni di ogni povero spettatore, che alla fine si stanca di vedere i lunghissimi scontri tra le due fazioni di Transformers. Un finale spettacolare che chiude una trilogia e lascia spazio per una nuova con diverso cast artistico e tecnico, e si spera soprattutto meno fracassona.
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Cinema e Teatro
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Da Ufficio Stampa
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Martedì 05 Luglio 2011 22:56 |
Evento inauguralee per l'apertura dell'Anfiteatro Romano di Ancona.
Nella ricca proposta culturale del Comune di Ancona per l’estate che sta per iniziare, un nuovo affascinante spazio è restituito alla città. Si tratta dell’Anfiteatro Romano, suggestivo sito archeologico che dal 7 luglio al 3 agosto ospita quattro importanti appuntamenti con il teatro classico, un cartellone – che partecipa al progetto regionale del TAU Teatri Antichi Uniti - realizzato dal Comune di Ancona in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, Regione Marche, Provincia di Ancona, AMAT e Teatro Stabile delle Marche.
L’Evento inaugurale in occasione dell’apertura del Teatro all’Anfiteatro Romano avrà luogo giovedì 7 luglio dalle ore 17.30 con un ricco programma. Il pubblico sarà partecipe di una visita al sito animata da Juke Box di Poesia, un juke box tematico sulla poesia antica a più voci a cura di Rosetta Martellini con gli allievi della Scuola di Teatro del Teatro Stabile delle Marche.
A seguire il Centro Teatrale Rinaldini presenterà Il Processo di Atene lavoro tratto dall’Orestiade di Eschilo da un’idea di Adriana Stecconi su regia di Laura De Carlo. La conclusione dell’Evento inaugurale è affidata alle ore 21,15 – presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche Palazzo Ferretti nell’ambito di Musei Palcoscenico Marche – a Blas Roca Rey e Lorenza Indovina protagonisti di Iliade, una rilettura inedita, commovente ed avvincente di Alessandro Baricco del noto capolavoro epico con musiche eseguite dal vivo.
Juke box di poesia è un juke box tematico sulla poesia antica a più voci per pochi spettatori. L’effetto è davvero emozionante: la singolarità dell’idea e il carattere “estemporaneo” rendono questa esperienza unica, una lettura personalizzata, un incontro intimo, confidenziale e sorprendente. Juke-box di poesia non è uno spettacolo teatrale e non è teatro di strada, non è un reading di poesia, perché è il pubblico a scegliere cosa vuole ascoltare, ma è un’animazione poetica, una “cura” inaspettata, un virus in espansione, una contaminazione sana e leggera per il pubblico di tutte le età.
Con Il Processo di Atene – che nasce dall’idea di ricostruire, attraverso una specie di sintesi dell’Orestiade, una sorta di processo ricostruito attraverso la catena di delitti che portano Oreste davanti al tribunale sul colle di Ares - continua, per il Centro Teatrale Rinaldini, la sfida di avvicinare i ragazzi al Teatro classico antico, “avvicinandoli a questo mondo da “attori”, ma allo stesso tempo – scrive Laura De Carlo nelle note allo spettacolo - dando loro gli strumenti per divenire spettatori critici e consapevoli, liberando la loro creatività, pur legandoli a delle regole e ad una disciplina ben precisa, avvicinandoli alla poesia delle nostre più antiche radici e affrontando temi che permeano l’Uomo a prescindere dal tempo e dallo spazio.”
La conclusione della giornata è affidata ad Iliade, una rilettura di Alessandro Baricco del noto capolavoro epico con la particolarità dell'esclusione degli Dei dalla narrazione. Blas Roca Rey e Lorenza Indovina con l'accompagnamento di tre musicisti Pino Cangialosi (piano), Fabio Battistelli (clarinetto) e Marzuk Mejri (voce e percussioni) conducono lo spettatore in un viaggio che attraversa una storia forte, commovente ed avvincente raccontata in un modo inedito.
L’appuntamento fa parte di Musei Palcoscenico Marche, un vero e proprio cartellone di eventi teatrali nei Musei marchigiani realizzato su iniziativa della Regione Marche / Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali, dell'International Council Museum / Coordinamento Regionale ICOM Marche, dell'AMAT e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche e i Comuni di Ancona, Ascoli Piceno, Camerino, Fabriano, Fermo, Jesi, Macerata, Montefortino, Pesaro, Ripatransone, Urbania e Urbino.
www.amat.marche.it
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Cinema e Teatro
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Da Ufficio Stampa
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Lunedì 27 Giugno 2011 23:49 |
Il regista Giuseppe Tornatore commenta Il Cinema Ritrovato a margine della proiezione a Bologna del suo documentario L’ultimo Gattopardo.

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“Ormai i film li si vede in ambienti sempre più piccoli: sale piccole, a casa, nel computer. E quindi un ambiente così sconfinato, una piazza bellissima come questa, con uno schermo immenso come il vostro, sono ossigeno per chi ama il cinema”.
Queste le emozioni del regista Giuseppe Tornatore a margine della sua presentazione ieri sera a Bologna in Piazza Maggiore (in compagnia del direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli e del nipote di Goffredo Lombardo, Guido), del suo documentario L’ultimo Gattopardo, succoso prologo alla 25ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato, appena inauguratosi.
“È un’iniziativa bellissima – conclude Tornatore – che io vi auguro possa continuare all’infinito”.
Il festival Il Cinema Ritrovato prosegue fino a sabato 2 luglio, con molti ospiti, da Charlotte Rampling a Bernardo Bertolucci e Fatih Akin, attraversando con i migliori restauri oltre un secolo di storia del Cinema.
Il Cinema Ritrovato 25ª edizione Bologna, 25 giugno – 2 luglio
Luoghi: Piazza Maggiore Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65) Cinema Arlecchino (via Lame, 57) Cinema Jolly (via Marconi, 14) Biblioteca Renzo Renzi (via Azzo Gardino, 65) Sala Cervi e Sala espositiva (via Riva di Reno, 72) Palazzo Pepoli (via Castiglione, 8)
Info: Segreteria del festival tel: (+39) 0512194814 http://www.cinetecadibologna.it/cinemaritrovato2011
Ufficio stampa Cineteca di Bologna: www.cinetecadibologna.it
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Cinema e Teatro
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Da Francesco Maggiore
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Giovedì 23 Giugno 2011 15:41 |
Esiste un sentiero predeterminato nella nostra vita, o con il nostro intervento possiamo modificare lo stato delle cose?
E’ questo il dilemma posto in “The Adjustment Bureau – I guardiani del destino” di George Nolfi, basato sul racconto breve di Philip K Dick, “Squadra Riparazioni – Adjustment Team”.
Matt Damon è David Norris, brillante ex alunno e giocatore di basket della Fordham University, predestinato, a quanto pare, ad una luminosa carriera politica prima come senatore, e magari dopo come futuro Presidente degli Stati Uniti. Un giorno incontra “casualmente” la bellissima ballerina Elise Sellas (Emily Blunt), che lo contagerà con la sua voglia di vivere, facendogli pronunciare uno dei suoi più bei discorsi elettorali.
Dopo averla ritrovata sempre “casualmente” su di un bus che lui in realtà non avrebbe dovuto prendere, la perderà di vista per tre anni, salvo rivederla e fermandola di nuovo. Tutto questo sembra assurdo, ma una spiegazione c’è: i guardiani del destino. Essi seguono al dettaglio tutto ciò che David fa nella sua vita, intervenendo leggermente o drasticamente per permettergli di seguire determinate strade, già stabilite.
Ma lui si ribella, e sfida questi “angeli” (guidati da un misterioso Presidente), correndo il rischio di avere la memoria “resettata” (cancellata per sempre), ma scegliendo di giocarsi tutte le sue possibilità nell’amore con Elise (anche lei “pilotata” inconsapevolmente nelle sue scelte artistiche e amorose), in un crescendo di adrenalinici colpi di scena fino alla catarsi finale (molto simile a “Vanilla Sky”), che svelerà le reali intenzioni di questi guardiani.
In molte scene sembrava di vedere una replica di “Minority Report” ed “Inception”, ma non bisogna mai dimenticare che siamo noi e soltanto noi gli unici artefici del nostro destino.
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Cinema e Teatro
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Da Marinella Chiorino
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Lunedì 20 Giugno 2011 18:35 |
Un imperdibile capolavoro al Teatro Nuovo di Milano.
Ho letto tutte le sinossi dei diciannove spettacoli partecipanti al “festival del teatro amatoriale” (20 giugno/16 luglio). A mio giudizio il migliore in assoluto, quello che vorrei vincesse, è “PROCESSO A DIO” in scena alle 2100 di lunedì 11 luglio.
Il dramma, scritto da Stefano Massini, è interpretato da Carla Giussani, Sebastiano Saralli, Massimo Manfredi, Raffaele Cordaglia, Giorgio Sardi ed Enzo Pellegrino tutti della compagnia “GLI ANONIMI” di Vimodrone in provincia di Milano.
Do, volutamente, solo brevi cenni sull’ambientazione e sulla trama di questo intensissimo lavoro pubblicato nel 2006 ma non ancora rappresentato: è lo spettatore che deve comprendere, emozionarsi e riflettere sull’efferatezza della Shoà!!!
Siamo nel padiglione 41 del campo di sterminio di Lublino-Maidanek ove è in corso un processo a Dio reo di non aver fermato la mano dei criminali nazisti. Ad accusarlo (la guerra è ormai finita) l’attrice ebrea Elga Firsch (miracolosamente sopravvissuta allo sterminio), il rabbino Nachman Bidermann, suo figlio Adek, Solomon e Mordechai... Info: www.teatronuovo.it
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