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Cinema e Teatro
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Da Francesco Maggiore
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Giovedì 22 Settembre 2011 14:50 |
Quello che i tre agenti del Mossad si portano alle spalle è un fardello pesante da superare.
Nel 1966, Rachel Singer (Jessica Chastain), Stephan Gold (Marton Csokas) e David Peretz (Sam Wortington) erano tre giovani spie dell’intelligence israeliana, incaricati dal loro Governo di scovare il criminale nazista Ditier Vogel, noto ai più come il “chirurgo di Birkenau”. Le loro fonti li conducono a Berlino Est, dove l’innalzamento del Muro ha creato questa difficile gestione dei rapporti bilaterali tra americani e sovietici, rendendo il compito ancora più arduo.
Il medico viene adescato da Rachel per una visita ginecologica e rapito dagli altri due che lo nascondono in una casa fatiscente sorvegliandolo 24 ore su 24. Ma qualcosa va storto, e il chirurgo riesce a fuggire, costringendo i tre ad insabbiare il tutto e a vivere nella menzogna per gli anni a venire.
1997: la figlia di Rachel (avuta con Stephan) scrive un libro sull’impresa dei tre, ma la verità è ben lungi dalla mitizzazione che viene fatta sulla carta stampata. Riemerge che il nazista è vivo e si nasconde in un’ospedale a Kiev in Ucraina, pronto a parlare dei suoi trascorsi con un giornalista. Nel frattempo il 60enne David (Ciaran Hinds), roso dai sensi di colpa, è morto suicida, e Stephan (Tom Wilkinson da adulto) è su una sedia a rotelle a causa di un’autobomba.
L’unica che può concludere la missione e saldare in un certo qual modo il “debito” di 30 anni prima, è Rachel (Helen Mirren), che a 56 anni, si ritrova costretta a rivivere il trauma di quello spaventoso incubo. Quello che troverà nell’ospedale, sarà qualcosa di insolito che la costringerà ad affrontare definitivamente i fantasmi del passato, ma anche a liberarsi di un peso che nel corso degli anni era diventato troppo grande: il rimorso.
John Madden, regista del pluripremiato “Shakespeare in Love”, ha diretto questo tesissimo thriller, quasi un gemello dello spielberghiano “Munich”(pellicola altrettanto tormentata), che riesce ad infondere nello spettatore l’empatia per i tre giovani del Mossad, così determinati e fragili allo stesso tempo davanti all’incredibile ferocia del Male, che sia la Shoah o qualsiasi altra cosa, testimoniando un passato pieno di orrore e dolore, da cui è difficile liberarsi anche a distanza di anni.
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Cinema e Teatro
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Da Ufficio Stampa
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Martedì 20 Settembre 2011 15:28 |
Giunge alla quinta edizione la manifestazione che partirà a Firenze dal 20 ottobre al 9 dicembre 2101.
ROMA – Un’esperienza unica nel panorama culturale nazionale, che conferma la sua importanza mentre giunge alla sua quinta edizione: è la 50 giorni di cinema internazionale, dal 20 ottobre al 9 dicembre prossimi, organizzata presso la Casa del Cinema al Cinema Odeon di Firenze dalla Fondazione Sistema Toscana Mediateca e Regione Toscana, con la collaborazione della Provincia e del Comune di Firenze.
Nove festival uno di seguito all’altro, accanto a sette eventi speciali legati alla manifestazione, con 150 proiezioni; un appuntamento che nelle scorse edizioni ha richiamato 50mila spettatori.
“Non è un caso che la 50 giorni rappresenti uno degli strumenti più importanti di intervento delle politiche di sostegno al cinema di qualità da parte della Regione Toscana – ha affermato l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti nel corso della conferenza stampa che ha presentato a livello nazionale “il festival più lungo d’Italia”, come ha ricordato il direttore di FST Paolo Chiappini -. Grazie a questo appuntamento abbiamo dato vita ad una vera e propria stagione autunnale del cinema di qualità che abbiamo voluto legata alla creazione della Casa del Cinema della Toscana: un progetto culturale ambizioso che ha come obiettivo primario quello di far crescere il pubblico attento alla qualità, con un’attenzione particolare ai giovani”.
L’assessore Scaletti ha voluto dedicare un grazie particolare a tutti gli organizzatori dei singoli festival: “La difesa del budget per la cultura è stata ed è una battaglia sacrosanta culturale. E’ proprio nei momenti di crisi – ha aggiunto – che va difesa la cultura in quanto valore primario e segnale di senso civico, mantenendo alto il senso dell’offerta culturale, segno di pluralità e differenziazione del pensiero senza accettare il senso comune che nelle crisi si appiatisce la domanda. Continuare a offrire cultura serve per tenere aperta la mente e la sensibilità. Nessuna domanda in calo, come dicono anche i numeri degli spettatori a questo evento”.
Un budget per la manifestazione, come ha confermato la curatrice Stefania Ippoliti, mantenuto dalla Regione intorno ai 90mila euro solo per la 50 giorni, oltre ai finanziamenti specifici dedicati ad ogni singolo festival.
http://www.regione.toscana.it/toscananotizie
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Cinema e Teatro
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Da Ufficio Stampa
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Giovedì 15 Settembre 2011 16:12 |
Una lunga retrospettiva, che attraversa la carriera di Demme il regista del Silenzio degli innocenti.
Due volte Oscar per Il silenzio degli innocenti, pluripremiato per il melodramma civile Philadelphia, personalissimo manovratore di commedie lievi o nere, Jonathan Demme è un cineasta dalle vite parallele: autore hollywoodiano fictional e documentarista fieramente militante.
La Cineteca di Bologna lancia una lunga retrospettiva tutta in versione originale con sottotitoli italiani dedicata al regista (in collaborazione con Milano Film Festival), a partire da sabato 17 settembre, mentre lo stesso Jonathan Demme sarà protagonista di un incontro con il pubblico al Cinema Lumière il giorno seguente, domenica 18 settembre, alle ore 16. La rassegna della Cineteca presenterà in anteprima anche gli ultimi lavori documentari di Demme (Neil Young Journeys, I’m Carolyn Parker).
Si comincia quindi sabato 17 settembre, alle ore 17 al Cinema Lumière, con Beloved, proseguendo, sempre nella giornata di sabato 17 settembre, con Stop Making Sense (ore 20.15) e Il silenzio degli innocenti (ore 22.15).
Domenica 18 settembre, alle ore 16, l’incontro con Jonathan Demme, cui seguirà l’anteprima di Neil Young Journeys; alle ore 18.45, altra anteprima, quella di I’m Carolyn Parker, mentre alle ore 21 è in programma Rachel sta per sposarsi, interpretato da Anne Hathaway.
Sabato 24 settembre, alle ore 18.15, il doc The Agronomist, mentre domenica 25 settembre, alle ore 18, vedremo la prima commedia firmata da Jonathan Demme, Una volta ho incontrato un miliardario.
Lunedì 26 settembre, doppia proiezione alle ore 18: in apertura il cortometraggio Subway Car from Hell (episodio dal film Subway Stories: Tales from the Underground), a seguire Mio cugino, il reverendo Bobby. Chiude la retrospettiva venerdì 30 settembre, alle ore 20.30, un nuovo appuntamento con la musica di Neil Young e il film-concerto Neil Yong Truck Show.
Info Retrospettiva
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Cinema e Teatro
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Da Luca Pagni
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Lunedì 12 Settembre 2011 13:39 |
Selezione di film provenienti dalla 68a Biennale di Venezia.
I Grandi Festival … Da Venezia a Roma: una ricca selezione di film provenienti dalla 68a. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia sarà presentata a Roma dal 12 al 18 settembre.
La rassegna propone, nella sua XVII edizione, una selezione di titoli da tutte le sezioni del festival (Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti, Settimana della Critica, Venice Days) che verranno proiettati in diversi cinema di Roma. Previsti, inoltre, una serie dieventi speciali ed incontri con la partecipazione di registi, attori.
I film sono in anteprima assoluta e in versione originale, con sottotitoli italiani. La rassegna permetterà anche quest’anno al pubblico di essere partecipe del clima della Mostra del Lido condividendone l’atmosfera, gli echi e i commenti sui film a poche ore dalla premiazione del Leone d’Oro.NEI CINEMA: Adriano, Farnese Persol, Quattro Fontane. Il costo dei biglietti è 6 Euro per l’intero, 5 Euro per il ridotto, ed ogni 5 biglietti acquistati 1 è in omaggio.
Il programma potrebbe subire variazioni Info: +39 06 4451 290
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Cinema e Teatro
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Da Francesco Maggiore
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Giovedì 08 Settembre 2011 15:48 |
L’Otranto Film Fund Festival ha ospitato i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne vincitori a Cannes 2011 con il film “Il ragazzo con la bicicletta”.
Senz’altro l’OFFF è esplorazione di territori, ma più che altro è un reale scambio esperienziale che mescola culture europee e mediterranee. Con questa peculiarità, la settima arte è raccontata con specificità nel suo patrimonio di storie, identità e culture. All’insegna della memoria si è svolta questa edizione 2011, per ricordare il ventennale degli sbarchi albanesi in Puglia con la proiezione di “Balkan Bazar” di Edmond Budina.
I fratelli Dardenne sono stati senz’altro il fiore all’occhiello di questa edizione, e Luigi De Luca, vicepresidente dell’Apulia Film Commission, ha ringraziato il suo amico Philippe Reynaert, presidente del fondo belga Wallimage e di Cine-Regio (coordinamento europeo dei fondi regionali d’investimento nell’audiovisivo) sottolineando con orgoglio la soddisfazione di esser riuscito a portare nel territorio pugliese i due famosi cineasti, che sono stati insigniti del premio “ Riconoscimento speciale Città d’Otranto” da parte del sindaco della cittadina e del regista salentino Edoardo Winspeare.
I due registi e sceneggiatori belgi si sono distinti nel corso degli anni come portabandiera di un cinema d’autore all’insegna di un certo realismo spesso molto crudo, presente in pellicole come “Rosetta” (1999), “L’Enfant-il figlio” del 2005, entrambi premiati con la Palma d’Oro a Cannes. La loro ultima pellicola, “Il ragazzo con la bicicletta” con la bellissima Cecile De France, passato con notevole successo sulla Croisette, è stata proiettata a Largo Porta Alfonsina.
Ma prima i due autori sono stati protagonisti di un dibattito col pubblico, ribadendo il loro modus operandi nel filmare il degrado sociale, lo sfruttamento, la disoccupazione e la delinquenza all’interno della classe povera del Belgio, ma soprattutto la possibilità attraverso un barlume di speranza, di riscatto sociale nella nostra società.
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