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Tutte le forme della scultura moderna

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Scritto da Davide Parpinel   
Mercoledì 14 Luglio 2010 19:24

Il Museo di Ca' Pesaro di Venezia propone un intenso viaggio all'interno dell'arte scultorea


Le forme assunte dalla scultura del Novecento sono state diverse, varie, imprevedibili, tanto da poter confermare la sua natura eterogenea.
Questa è la sensazione recepita da chi percorre le quattro sale in cui si svolge la mostra Le forme del Moderno allestita fino al 18 luglio presso la Galleria Internazionale d'arte moderna Ca' Pesaro di Venezia.

Lo spettatore può osservare le opere realizzate nell'arco di un secolo, tra gli ultimi anni dell'Ottocento e gli anni Settanta del Novecento, in cui gli artisti, pur contemporanei tra loro, hanno interpretato in maniera multiforme la creazione scultorea.

Diversi fattori, infatti, hanno contribuito a formare una produzione artistica così variegata: in primis l'artista, con la sua idea d'arte e con la sua storia ha un ruolo predominante, anche se non si possono non considerare le peculiarità artistiche della scultura: lo studio della linea, della luce, della forma umana e il rapporto forme-informe.

Questi ultimi sono anche i quattro ambiti d'analisi che i quattro curatori della mostra in oggetto, Silvio Fuso, Matteo Piccolo, Giandomenico Romanelli e Cristiano Sant, hanno deciso di prendere in considerazione nel proporre le forme della scultura moderna.

La conseguenza di un programma scultoreo così ricco, appartenente interamente alla collezione del Museo che ha acquisito nelle diverse edizioni della Biennale d'arte, è sicuramente il confronto. Questo si sviluppa su due livelli, sia tra le opere presenti nella medesima sala, che tra le sculture inserite nell'intero percorso espositivo.

I curatori, perciò, hanno scelto di non allestire le quattro sale isolate dal contesto generale, ma realizzare un lungo percorso espositivo che suggerisca allo spettatore confronti, rapporti, relazioni.
La prima sala propone sei sculture, tre maschili e tre femminili, poste in circolo, come in un silente simposio. Il visitatore può quindi osservare la perfetta definizione anatomica del Pugile di Napoleone Martinuzzi del 1939 che, riprendendo le caratteristiche formali della scultura classica, crea un corpo umano bello e perfetto. L'opera può essere posta in relazione con le sculture Torso femminile e Nudo o Torso virile di Alberto Viani, entrambe del 1952.

Pur trattandosi sempre di forma umana, ciò che realizza lo scultore mestrino è differente. Egli considera la bellezza classica, ma la re-interpreta: rende la classicità nel suo trapasso dalla forma alla luce, dal tangibile all'informe, per creare un'opera che è sola liquida plasticità.
Nella seconda sala il confronto è più evidente. Da una parte si pone il grande fregio pittorico di Giulio Aristide Sartorio denominato La vita umana del 1906 e dall'altra La Nuvola: evento di Bruno de Toffoli del 1955. Entrambe le opere studiano la linea che definisce la forma umana, ma giungono a risultati differenti.

L'opera di Sartorio è un enorme pittura che copre in altezza le pareti della sala, suddiviso in 14 pannelli; lo scultore ha studiato le linee dei muscoli nei gesti del corpo, le espressioni del viso che mutano a seconda dello stato d'animo. Enormi figure cingono e mostrano i loro corpi nudi allo spettatore e alla scultura di de Toffoli che è più piccola, più contenuta ma dimostra una modernità e una forza compositiva pari a quella del fregio di Sartorio.

La Nuvola è espressione di un moderno linearismo, di una sintesi del tessuto compositivo di poche linee distribuite in uno spazio ben preciso.
L'ultima sala propone l'opera che meglio si può relazionare con le altre.
In una teca di vetro, cosparsa di un silenzio mistico appare la Madame X di Medardo Rosso del 1896. Un blocco di cera rossa definisce il volto allungato di una donna, visibile solo perché la luce che colpisce la superficie, permette al naso, alla bocca, agli occhi spenti della donna di afforare.
L'opera di questo maestro condensa al suo interno lo studio del corpo umano, della linea, dell'informe che prende forma grazie alla luce. È questa l'opera creata alla fine dell'Ottocento che è il vero simbolo della modernità scultorea.
La mostra così strutturata, infine, appare complessa per chi non è uso a leggere la scultura, ma nel contempo è di facile interpretazione per il suo allestimento moderno e per il fascino che sprigionano queste opere.


DIDASCALIE

Imm 1: Napoleone Martinuzzi, Pugile, 1939, bronzo, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna.
Imm 2: Alberto Viani, Nudo o Torso virile, 1952, bronzo, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna.
Imm 3: Alberto Viani, Torso femminile, 1952, ottone lucidato, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna.
Imm 4: Bruno De Toffoli, La nuvola: evento, 1955, gesso, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna con alle spalle il fregio La vita Umana di Giulio Artide Sartorio.
Imm 5: Medardo Rosso, Madame X, 1896, cera su struttura in gesso, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna.

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