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Tre mostre, tre storie, una città

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Artisti in Galleria
Da Davide Parpinel
Giovedì 22 Marzo 2012 18:20
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Si può percorre Venezia attraverso le sue sedi museali ognuna della quali narra una mostra-storia diversa.


Tre mostre, tre storie, una cittàPasseggiando per Venezia a metà marzo si può assaporare l'aria divenuta più calda, le prime brezze marine provenienti dalla laguna che addolciscono le passeggiate lungo le calli. In queste lunghe camminate alla scoperta delle bellezze della città, ci si può imbattere in un palazzo antico, dalla storia secolare ospitante uno dei molti e interessanti musei della città.

Il maestoso Palazzo Mocenigo, ad esempio, è sede del Centro studi di storia del tessuto e del costume e anche sede espositiva di mostre inerenti, come nel caso di “Alexandre Vassiliev, l'eleganza in esilio. Tra moda e costume il tempo di Djagilev” in allestimento fino al 31 maggio. É una mostra che attraverso qualcosa di materiale vuole ricreare un'atmosfera. Francésca Della Bernardina insieme a Vassiliev, grande storico della moda e raffinato collezionista, nonché donatore di una cospicua parte di abiti esposti, hanno usato la moda (il qualcosa di materiale) per ricreare l'atmosfera estetica dell'intelligentija russa della prima metà del Novecento.

I principali abiti esposti infatti sono datati anni venti e sono quelli di scena dei Ballets Russes (1909-1929) di Tre mostre, tre storie, una cittàSergej Djagilev che furono fondamentali per lo sviluppo della moda mondiale a seguire. Il suo stile di “ispirazione orientale” rivive nei ricami, nelle lunghe vesti che scendono dalla vita molto alta, nei dettagli preziosi, mai ridondanti.

Tutti particolari decorativi ancora presenti nella moda d'oggi e che risaltano nell'occhio del visitatore grazie all'allestimento “a insiemi” pensato dai curatori. In ogni sala hanno creato un piccolo aggregato di modelli utili a creare una visione estetica globale che non solo valorizza la fattura dei vestiti, ma riesce a materializzare il contesto aristocratico in cui erano indossati. La mostra racconta la storia (estetica) russa attraverso un punto di vista nuovo ossia quello dell'oligarchia russa che nonostante la “Rivoluzione d'ottobre” continuava a vivere e a influenzare il resto del mondo con la sua estetica.

Proseguendo alla ricerca di altri palazzi antichi veneziani, sospinti da un leggero venticello, caratteristico di Venezia, si può arrivare a Ca' Rezzonico, il Museo del Settecento veneziano. Nella Biblioteca, fino al 31 dicembre, sistemate in piccole teche è possibile osservare i bozzetti scultorei di Giovanni Maria Morlaiter. Sono circa un centinaio realizzati in terracotta e terracruda che costituiscono Tre mostre, tre storie, una cittàil fondo di bottega di questo importante scultore del Settecento.

Nelle singole vetrine si osservano soggetti vari di carattere religioso, figure allegoriche o il progetti architettonici, come il mascherone per il portone di un palazzo, che rivelano l'attento studio degli effetti luministici compiuto dall'artista atti a creare tridimensionalità. Le superfici vibrano e i rilievi sono corposi; sono pervasi da una forza viva tipica dell'arte rococò e della pittura dei contemporanei di Morlaiter, quale ad esempio di Sebastiano Ricci, che conferisce alla figure vitalità e forza. É una piccola mostra, un piccolo compendio di storia dell'arte originale e particolare.

In questo percorso per la città lagunare si giunge anche a Ca' Giustinian, sede centrale de La Biennale. Nel Portego al piano terra è allestita la mostra “Video Medium Intermedium”. La curatrice Bice Curiger ha selezionato 32 video realizzati da 53 artisti tra il 1969 e il 1975 oltre che a fotografie e altri materiali visivi provenienti dall'Asac. L'obiettivo è dimostrare come il video in quegli anni sia stato un mezzo attraverso cui riflettere sulla tecniche espressive e ha permesso di unire artisti provenienti da diversi ambiti artistici come Land Art, Conceptual Art,Tre mostre, tre storie, una città Minimalismo e Body Art in un grande linguaggio comune e globale. Le sezioni in cui si divide sono sette.

Ognuna di esse propone sette differenti aspetti di indagine video, come la Perfomance, l'autoriflessione, gli esperimenti elettrici, le estensioni della ricerca sul video e l'analisi del linguaggio. I video proposti sono frutto di un lavoro compiuto dalla curatrice di selezione e aggregazione; è stato condotto con la giusta precisione e volontà di spiegare il più chiaramente possibile la sperimentazione e la differente ma comune indagine artistica dei singoli artisti. Ad esempio nella sezione “Linguistica e tautologia” gli artisti proposti sono accomunati dalla volontà di usare il video per riflettere sul linguaggio visivo e verbale.

Le immagini realizzate da John Baldessari mostrano l'artista che usa giochi di parole e costrutti semantici con ironia e scherno a cui si associa il lavoro di Maurizio Nanucci su come il video può ragionare sulle forme espressive della poesia.  Due momenti di approfondimento sulla parola diversi, ma realizzati attraverso il video.
Insomma tante storie per narrarne una comune. Come a Venezia, tanti punti per continuare a raccontare la vita originale di questa città.

 

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