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Un poeta trascurato dai media, ma con un grande animo e sensibilità artistica da conoscere attraverso le sue opere.
Conoscere Michele Cènnamo è conoscere il giornalismo in persona. Il giornalismo vero, quello fatto di princìpi e ideali, quello che ha per principale motivazione informare e far conoscere la verità nelle sue sfaccettature più profonde, non quello fatto di scoop fine a se stessi, per stupire e scandalizzare, magari infangando le persone che non lo meritano e incensando quelli che hanno potere.
Con Cènnamo siamo in un altro mondo. Nella sua carriera ha intervistato personaggi come Madre Teresa, Giuseppe Prezzolini a 99 anni, Sergio Zavoli e non si può dimenticare l'intervista ottenuta con più fatica, con cinque giorni di appostamento presso la casa di Manzù. C'era in tutto questo la voglia di conoscere e far conoscere, senza pretese, ma solo per il gusto di fare del buono, di spiegare l'animo umano con sensibilità e discrezione.
Queste ultime due caratteristiche di Michele Cènnamo, ne fanno un uomo profondo e intelligente che non è mai sceso ai compromessi della moda e del potere. Oltre che giornalista è anche scrittore per Rizzoli e per altre case editrici importanti. L'ultima opera pubblicata riguarda Bernadette e Lourdes, storia ricostruita partendo dai documenti custoditi nell'archivio vaticano e raccontata nella forma del romanzo, come cronaca giornalistica che non prende posizione sul caso.
Di lui dunque si conosce soprattutto il suo lavoro da giornalista e scrittore. Attualmente collabora con Avvenire come inviato speciale e ne cura la rubrica ‘L’Italia che cresce’, sull’edizione on line del quotidiano cattolico. Questa attività segue ad altre importanti collaborazioni con Il Tempo, Momento Sera e La Domenica del Corriere, presso la quale rivestiva il ruolo di vaticanista.
La sua esperienza pluriennale come giornalista e i molteplici contatti umani sempre condotti con lo spirito del -.. buon artigiano,- dice in un'intervista - che ha rispetto degli altri. Quando scrivo mi pongo sempre il problema: riesco a farmi capire, sono riuscito ad essere chiaro, vorrei essere considerato una persona attenta agli altri.- Questo atteggiamento nei confronti di chi legge fa capire come un uomo così possa essere anche un poeta!
-...la Poesia è tutto- sostiene- ti aiuta a “sognare” ad amplificare i sentimenti, ti fa sentire vivo: è qualcosa che molto spesso con le parole non riesci a raccontare come vorresti e più hai valore se coloro che ti leggono vivono le tue stesse esperienze. Oggi si è molto perso per colpa di una società che non guarda dentro ma si ferma all’esteriorità. Tralasciando le cose più sincere, la gente cerca di dare di se un’immagine sempre più di plastica.- Ed è la sincerità e la spontaneità che emergono dai suoi lavori poetici, dove i versi fluiscono come carrellata di sensazioni in un continuum ininterrotto di immagini sempre nuove e diverse, perché così è l'animo umano soprattutto se dotato di particolare ricchezza e genio creativo.
Che dire di più di questo poeta se non dare l'opportunità di leggere il suo lavoro. Ecco dunque due brani tratti dai suoi poemi:
Da 'Attraverso un vetro'
Ascolta l'audio
Avrei voluto essere diverso forse lanciarmi in una fornace, per poi essere modellato dall'amore creato nella tua mente.
Avrei voluto inventarti io, forse rubando la magia di un tempo, passato, per poi manifestarti la mia anima, così nomade.
So che il mio povero fiore di campo, domani morirà ma l'ultimo respiro, l'avrà dalla tua bocca.
Ti immagino nella penombra della tua stanza e so che ogni notte mi cercherai, ma l'ultimo sguardo te lo regaleranno, i miei occhi tristi.
Quando nei plumbei cieli, un'aquila segnerà la mia ora, chinerai il tuo dolce capo.
Quando il mio volto stanco, in quell'amara primavera, sfiorirà, troverà nelle tue mani, il suo porto d'arrivo.
Mi accoglierai, come un profugo d'amore, proiettato sull'effimero promontorio della vita, prologo della mia morte.
Pronunzierai parole amare, e la mia precoce vecchiaia, sarà confusa, nella polvere di una terra che mi coprirà, finalmente sereno.
Da 'Le dolci illusioni':
Ascolta l'audio
Seduto sul granito del tempio giungerà una voce, come un'amara grandine che schiaccerà la mia figura.
L'immagine di un uomo, troverà la sua forza, per fuggire verso l'infinito, mentre si inaridirà l'erba del passato.
Inesplicabilmente lascerò le fatue cose, di momenti regalati all'ignoto, le tenebre rideranno di me, ma nella magia della vita distruggerò quei sogni che avevo dolcemente plasmati per te.
Come un mendico chiederò umilmente al sole di bruciare questo corpo, scenderò nell'abbandonata arena a mormorare le preghiere di un folle, solo la morte non vorrà questi sussurri, di un inesistente amore.
Mille murene avranno le mie macerate carni, fantastiche mani, danzeranno sulla nuda tomba, domani, nei boschi si consumeranno gli alberi, maledetti da nefande accuse e tu, ti perderai tra la nebbia.
Artista segnalata dalla
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