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Il vedutista illuminato Bernardo Bellotto

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Scritto da Davide Parpinel   
Lunedì 06 Febbraio 2012 12:10

Fino al 15 aprile sono in esposizione circa settanta opere del vedutista veneziano, nipote del Canaletto e Maestro d'arte apprezzato nell'Europa di fine Settecento.


Il vedutista illuminato Bernardo BellottoLa mostra “Bernardo Bellotto, il Canaletto delle corti europee” è organizzata e prodotta da Artematica ed è in esposizione a Palazzo Sarcinelli (Conegliano Veneto) fino al 15 aprile.
Propone l'arte del pittore veneziano, nipote del Canaletto, vedutista di mestiere la cui arte conquistò i regnanti delle corti europee della seconda metà del Settecento.

Augusto III lo trattenne a Dresda, a Vienna invece dipinse per l'imperatrice Maria Teresa, per il cancelliere Wenzel Anton Kaunitz e per il principe Joseph Wenzel von Liechtenstein e infine divenne pittore di Corte a partire dal 1767 del re Stanislao Augusto Poniatowski a Varsavia.
In mostra sono proposte settanta opere suddivise nelle tappe fondamentali della sua carriera, accomunate da un elemento: il realismo.

Chi osserva ha la sensazione di vivere all'interno della veduta grazie all'innovativo uso della luce che rende la scena vera. Rispetto alla lezione di Canaletto le atmosfere sono meno dorate, i colori del cielo e del mare più freddi, le ombre sono disegnate più distintamente. La luce così diventa cristallina, tangibile, arrotonda i volumi, li concretizza. Nel quadro “Il rio dei mendicanti e la scuola di San Marco” del 1741 ad esempio l'illuminazione risalta la minuzia con cui è raffigurata la Il vedutista illuminato Bernardo Bellottofacciata della chiesa se pur in fondo al quadro. Si scorgono nitidamente il Leone di San Marco posto in alto sulla facciata e le statue sistemate sopra le volte; allo stesso tempo risplendono, ancora oggi, i colori delle vesti degli uomini e l'opacità della laguna.

La luce di Bellotto investe anche la raffigurazione umana. Essa colpisce non la folla come nel passato, ma ogni singolo uomo disegnato sulla tela che si muove in uno spazio preciso. Ne evidenzia le sfumature cromatiche delle vesti, i particolari espressivi del volto, ma anche le pose, i gesti, la quotidianità. L'uomo è raffigurato dettagliatamente nella sua interezza per la volontà di renderlo riconoscibile e visibile nella sua azione.
Bernardo, quindi, concettualmente, si evolve dall'artificio del barocco, per proporre una scena più illuminista, vera, quotidiana in cui la presenza umana vive.

Questo è ciò che propone l'esposizione di Conegliano. Il percorso cronologico ideato dal curatore, Dario Succi permette di comprendere l'evoluzione del realismo e come la pittura del Maestro veneziano città dopo città, paesaggio dopo paesaggio si sia arricchita di nuovi elementi formali. Il suo sapere progredisce e di conseguenza si evolve la geometria e la particolarità delle sue scene. Il vedutista illuminato Bernardo BellottoAd esempio rispetto alle vedute italiane, in quelle di Dresda e Varsavia, la luce diviene più laterale, radente così da dare maggiore profondità e visibilità a ogni elemento del quadro.

Bisogna anche considerare da quali elementi stilistici nasce la veduta di Bellotto. Quindi all'inizio del percorso due sale raccolgono una selezione di quadri dei vedutisti contemporanei e antecedenti a Bernardo. I quadri di Luca Carlevarijs, Francesco Guardi, il Marieschi propongono le vedute di canali e calli, piazze e scorci di Venezia in cui trionfa la scenografia, la storicità della città, il suo valore mitico. La loro rappresentazione appare meno naturale e più costruita, più ridondante e artificiosa, meno reale se paragonata alle scene bellottiane.
La mostra di Palazzo Sarcinelli è in definitiva ben allestita, concettualmente valida, ma al termine del percorso non sembra incidere troppo nella mente del visitatore.

Il percorso espositivo, se pur predisposto per i confronti, propone un numero elevato di tele suddivise in poche sale. Una selezione più mirata, magari Il vedutista illuminato Bernardo Bellottodi quelle più rappresentative dell'itinerario artistico di Bellotto, avrebbe permesso di considerare più precisamente gli elementi stilistici innovativi. Altro elemento utile a ciò sarebbe stato intervallare le sue vedute con quelle dei suoi contemporanei, per permette un più preciso confronto.
Nonostante ciò l'esposizione rappresenta un momento di approfondimento e analisi sul vedutista veneziano valido e interessante. Un momento reale e vivo.

Nelle foto da in alto a sinistra

Bernardo Bellotto, Il rio dei mendicanti e la scuola di San Marco, olio su tela, Venezia, Gallerie dell'Accademia. Su gentile concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare

Bernardo Bellotto, Veduta di via Krakowskie Przedmieoecie dalla colonna di Sigismondo III, 1767 olio su tela Varsavia, Castello reale, foto Andrzej Ring & Bartosz Tropilo.

Bernardo Bellotto, Il "palazzo in villa" Liechtenstein a Vienna visto da est, 1759/60, olio su tela Liechtenstein. The Princely Collections, Vaduz-Vienna Olio su tela, cm 100x160

Bernardo Bellotto, Pirna dalla riva destra dell'Elba olio su tela Dresda, Gemaeldegalerie Alte Meister - Staatliche Kunstsammlungen Dresden Foto: Hans-Peter Klut

 

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