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Le dieci parole. Presentazione del libro di Haim Baharier

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Scritto da Ufficio Stampa   
Martedì 11 Ottobre 2011 15:27

Incontro con l’autore martedì 11 ottobre alle 18 alla Fondazione Centro Studi Campostrini dopo il seminario sul decalogo tenuto a febbraio.


«Il Decalogo, le Dieci Parole. Parlare di Dieci Comandamenti mi pare ingiusto. Non ci sono imperativi, nessuna imposizione. I verbi sono al futuro. Quei verbi portano promesse che si realizzano». Con questa introduzione Haim Baharier apre il suo ultimo libro Le dieci parole. Il decalogo come non lo hai mai sentito raccontare (San Paolo Edizione 2011) e che presenterà martedì 11 ottobre alle 18 nella sede della Fondazione Centro Studi Campostrini in via Santa Maria in Organo, 4, a Verona. Ne parla insieme Alberto Melloni, docente di Storia del cristianesimo all'Università di Modena-Reggio Emilia, il quale intrattiene da anni un intenso dialogo con il Maestro con cui dà vita ad un originale dibattito ebraico-cristiano. Modera Davide Assael, collaboratore della fondazione scaligera.

Dopo le sue lezioni del febbraio 2011 sul Decalogo che hanno anticipato l’uscita del suo volume, Haim Baharier torna alla Fondazione Campostrini per cogliere il valore formativo delle parole di Mosè sul Monte Sinai, capace di far anche emergere la specificità del percorso etico occidentale, ma che la tradizione successiva tramuterà deliberatamente in “comandamenti”. La novità dell’interpretazione proposta si manifesta nella riduzione delle comunicazioni fra Mosé e la Trascendenza a nove parole, dove la prima viene intesa come un’apertura psicologica che rende possibile l’ascolto.

«Non si tratta né di togliere né di aggiungere – specifica il Maestro Baharier –. Nel mio percorso dentro le Dieci parole, scopro delle premesse pedagogiche all’evento sinaitico, una sorta di preparazione spirituale. Leggo nove premesse che, con la mediazione di Anokhì, l’Io divino, diventano nove promesse che si realizzano».Haim Baharier

«Il mercato editoriale ha dedicato grande attenzione al tema del decalogo, dal grande progetto promosso da Il Mulino “I Dieci comandamenti” affidati a filosofi e teologi come Massimo Cacciari, Piero Coda, Adriana Cavarero e Angelo Scola, fino al volume E disse... di Erri De Luca – ci spiega Davide Assael –. Il  libro di Haim Baharier, tra i massimi esegeti biblici presenti nel nostro Paese, si distingue per analizzare il tema dal punto di vista ebraico, dove i Dieci comandamenti sono in realtà Dieci parole, le quali hanno l'obiettivo di sottolinearne l'aspetto formativo a discapito di una visione imperativa e moralistica che è invece propria di altre tradizioni religiose».

Haim Baharier, nato a Parigi nel 1947 da genitori polacchi entrambi passati attraverso l’orrore di Auschwitz, è stato allievo di alcune delle figure di maggior rilievo del Novecento europeo, da Emmanuel Levinas a Leòn Askhenazy, oltre ad aver seguito gli insegnamenti del grande Rabbi Israel di Gur. Oggi si distingue come uno dei più accreditati interpreti biblici del panorama contemporaneo, forte di un metodo esegetico che lo rende un unicum nel nostro Paese. Alberto Melloni, docente di Storia del cristianesimo all'Università di Modena-Reggio Emilia, è molto legato alle tesi conciliari e si è distinto per sostenere la cosiddetta "ermeneutica della discontinuità" che tenta una rilettura biblica alla luce del papato di Giovanni XXIII.

L’incontro, ad ingresso libero, ha il patrocinio della Regione Veneto, del Comune e della Provincia di Verona, e il contributo della Libreria Cortina Editrice. Per ulteriori informazioni contattare la reception al numero 045-8670770 o visitare il sito www.centrostudicampostrini.it.  

Info
Fondazione Centro Studi Campostrini
Via S. Maria in Organo Verona, 4
Tel: 045 8670 743/770

 

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