Donna di Lucia Porcelluzzi

Condividi:
Donna di Lucia Porcelluzzi
10 aprile 2018

Il singolo della cantante pugliese, dal titolo emblematico, segna il suo esordio discografico.


Un brano che affronta il tema, appunto, della donna in tutte le sue sfaccettature scritto da Luca Sala e Francesco Adessi, e che mette in luce al meglio le sue doti canore e che rientra a pieno titolo nella tradizione della musica italiana. Fin da piccola si è avvicinata al canto per poi perfezionandosi con corsi e stage di ottimo livello e con nomi importanti della lirica italiana. In queste ore l’abbiamo contattata e le abbiamo fatto alcune domande:

Lucia, hai iniziato piccolissima, ci vuoi parlare dei tuoi inizi e quali sono i tuoi stereotipi nel campo musicale?

“Si, come ha già detto ho iniziato piccolissima, ho debuttato per la prima volta alla scuola dell’infanzia all’età di quattro anni ma ho iniziato a studiare canto leggero all’età di dodici anni, dopo aver svolto una serie di attività e spot vari. Ho studiato canto leggero per cinque anni, durante i quali ho avuto la possibilità di esibirmi in piazze, locali, circoli, di partecipare a vari concorsi canori a livello regionale e locale e di sperimentare i vari generi musicali grazie ai corsi di musica d’insieme. Successivamente ho deciso di intraprendere un nuovo percorso musicale dedicandomi agli studi del canto lirico che mi ha sempre molto appassionata e affascinata. La mia insegnante ha subito notato una forte crescita a livello di estensione vocale che si rifletteva non solo nel canto lirico ma anche nel canto leggero. Nel 2013 ho partecipato al Festival Internazionale della musica emergente il “Tour Music Fest” che mi ha dato l’opportunità di partecipare al C.E.T di Mogol, uno Stage formativo di fondamentale importanza per il mio futuro. La svolta nel mio percorso musicale è avvenuta circa un anno fa, quando ho deciso di partecipare al casting per la casa discografica “Rosso al Tramonto”, a Milano, e dopo esser stata scelta ho iniziato con loro il mio percorso discografico. I miei stereotipi nel campo musicale sono sempre state le grandi artiste italiane, non soltanto apprezzabili dal punto di vista canoro e musicale ma soprattutto umano, grazie al loro carisma, alla loro cultura, al modo in cui si approcciano con il pubblico e all’amore che dedicano alla propria professione. In Italia abbiamo la fortuna di avere dei grandi talenti e dei grandi artisti famosi in tutto il mondo, che hanno caratterizzato la mia infanzia, come Laura Pausini, Elisa, Mina, Lara Fabian, Giorgia, Lucio Dalla e tanti altri. Sin da piccolissima ascoltavo le loro canzoni e amavo cantarle immaginando di essere su un grande palco, proprio come loro.”

Hai dedicato molto del tuo tempo nello studio, sperimentando varie tecniche, quanto sono state importanti nel tuo percorso?

“Durane  gli studi del canto leggero, come ho già detto, ho avuto modo di sperimentare vari generi musicali soprattutto grazie ai corsi di musica d’insieme, passando dal pop, rock, jazz e metal.Sono stati anni fondamentali nel mio percorso musicale, mi è sempre piaciuto avere una conoscenza della musica che non si limitasse ad un solo genere. Proprio per questo all’età di diciassette anni ho deciso di intraprendere gli studi di canto lirico, rivelandosi fondamentale per la  mia crescita musicale, soprattutto a livello di estensione vocale, non soltanto nel canto lirico ma anche pop, genere che ho scelto di intraprendere, per il momento, poiché mi piacerebbe molto unire il canto lirico con il canto leggero.”

In questo singolo affronti il “mondo” della donna, come mai questa scelta?

“Il brano affronta una tematica molto sociale e attuale che mi sta molto a cuore poichè accomuna tutte le donne, indipendentemente dalla propria età e dal proprio status, parliamo di mogli, madri, figlie, adolescenti, le quali non si amano abbastanza e non si apprezzano poiché la sofferenza che nutrono causata da una delusione d’amore ma anche dall’illusione di un amore perfetto o da una vita che non le appartiene e che sono costrette ad accettare, le tormenta, preferendo restare sole nel proprio dolore, quasi come sintomo di rassegnazione. Il brano incita così tutte coloro afflitte da tali sofferenze ad amarsi, a rispettarsi, ad urlare a tutto il mondo la propria forza e l’amore che nutrono per se stesse, affinché possano trovare la forza di rialzarsi, guardare verso nuovi orizzonti e costruirsi un futuro migliore, perché a mio parere, non è mai troppo tardi per farlo. “Donna” è nato, in effetti, da pensieri, sensazioni ed emozioni che ho abbozzato sul mio cellulare, su pezzi di carta che ho poi mostrato a Luca Sala, autore del brano, il quale ha preso spunto per la stesura del pezzo.”

Sei nata e cresciuta in Puglia, una terra prolifica di talentuosi artisti, questo territorio ha influito nel tuo stile e quali sono i tuoi progetti futuri?

“Si, molti grandi artisti italiani provengono proprio dalla Puglia, come il leggendario Domenico Modugno, Al Bano, i Negramaro, Emma, Alessandra Amoroso, Anna Oxa, Dolcenera, artisti che seguo tantissimo e che apprezzo e ammiro moltissimo. Sono fiera della mia bellissima Puglia e senza ombra di dubbio questa terra ricca di talenti ha influito nel mio stile. I miei progetti futuri sono portare a termine ciò che ho già iniziato, ovvero laurearmi in giurisprudenza e realizzarmi nella musica, perché  per me questo è solo l’inizio.”

Commenti