Come vinsi la guerra (The General)

Come vinsi la guerra (The General)
8 ottobre 2018

Una poesia senza parole nella pellicola di Buster Keaton (Usa 1926), in programmazione al cinema Lumierè di Bologna.


1861. Georgia. Johnnie Gray, macchinista nelle ferrovie ha due amori: la sua locomotiva (The General) e la sua bella Annabelle Lee. I nordisti dell’unione gliele rubano. Da solo Johnnie li insegue e le recupera entrambe.

 

Ottavo lungometraggio di Buster Keaton, l’ultimo che firma come regista, probabilmente il più visto, uno dei suoi più compatti per l’armonia della costruzione e del ritmo, lo splendore degli spazi aperti, la ricchezza delle invenzioni, la cura maniacale della ricostruzione ambientale.

 

E’ il caso raro di un film comico che è anche un trascinante racconto d’azione e d’avventura. Considerato il suo capolavoro assoluto è ancora oggi annoverato dai critici come uno dei film più importanti della storia del cinema.

 

Il suo personaggio è un uomo eternamente in lotta contro il mondo e ovviamente la malvagità umana, che con la sua serietà (secondo contratto non poteva ridere mai), il suo carattere volitivo e determinato (connotato da un volto sempre impassibile, sia nella cattiva che nella buona sorte), alla fine riesce sempre a coniugare la vittoria dell’amore con il successo sociale e la ricchezza.

 

Comico eccellente e singolare, che riesce sempre a osservare e mostrare il lato anomalo e poetico della realtà, è stato anche un grande regista insegnando che il cinema comico ha una sua specifica linguistica che egli riassume nella frase: “la tragedia è un primo piano, la commedia un campo lungo”.

 

Vedere i suoi film è come osservare e ascoltare con il cuore una poesia senza parole. Sensazione percepita in gran parte degli spettatori nella nutrita platea della sala, merito anche di un restauro quasi perfetto ad opera della Cineteca e un accompagnamento musicale che ha creato un atmosfera senza tempo.

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