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Billie Eilish, la nuova versione del pop

La giovanissima cantautrice americana è la più chiacchierata del momento, complice il sorprendente album d’esordio ” When we all fall asleep, where do we go?”


Le evoluzioni musicali di oggi sono sempre sfuggenti e difficili da raccontare, prima di tutto perchè le novità arrivano da artisti che generazionalmente sono distanti da chi scrive e si occupa di questo impalpabile mondo e le orecchie del mondo adulto che ascoltano sono spesso attaccate a schemi e clichè forse oggi piuttosto superati.

 

Capita così che una giovanissima artista (soli diciassette anni) si trovi ad avere improvvisamente l’intero mondo musicale ai suoi piedi partendo da una cameretta dove scrive e registra la sua musica, da un atteggiamento anticonvenzionale e da un approccio per niente ruffiano e compiacente ma assolutamente pop.

 

Questa è in sintesi Billie Eilish, una ragazza che parla il linguaggio crudo e spontaneo delle sue coetanee, che non ha paura degli spigoli, delle asperità e le inquietudini che finiscono in musica e che, volenti o nolenti, fanno parte della vita.

 

Un po’ ironica, un po’ amara, un po’ ammiccante e un po’ inquietante, Billie smonta i clichè della popstar anni ’90 stile Britney e si guadagna paragoni piuttosto improbabili come “la Kurt Cobain degli anni dieci”, non per la musica ma per l’approccio indipendente.

 

Il pop di Billie Ellish interrompe e smonta la musica per poi rimontarla, va contro a quella regola (soprattutto radiofonica) che bandisce il silenzio, i toni bassi, i contrasti, va contro a quella mania che lo spettro di ascolto debba essere sempre pieno di suoni, anzi celebra a volte il vuoto che valorizza il pieno.

 

Si va quindi dalla romantica e sarcastica “Wish you were gay” alla raffinata “When the party is over” alla piacevolmente inquietante “Bury a friend” fino alla sinistra e ritimata “Bad Guy”.

 

Prendendo a prestito melodie in realtà molto classiche, dai Doors a Leonard Cohen, Billie Ellish si candida ad essere la vera sorpresa del 2019, non sappiamo cosa ci riserverà in futuro, ma partire già così a diciassette anni non è da tutti. Incrociamo le dita.

 

Qui il video di “Bad guy”:

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