Beat Onto Jazz Festival XVIII edizione

Beat Onto Jazz Festival XVIII edizione
31 luglio 2018

Il Beat Onto Jazz Festival taglia il traguardo della maggiore età: diciottesima edizione che si terrà da mercoledì 1 a sabato 4 agosto, sempre con la brillante direzione artistica dell’Avv. Emanuele Dimundo che presiede e coordina l’Associazione InJazz, ente organizzatore del festival.


Un appuntamento tanto atteso quanto imprescindibile per tutti gli amanti della musica, tra i festival italiani più prestigiosi, che anche quest’anno si terrà nel centro storico di Bitonto, nella meravigliosa piazza Cattedrale e che mantiene l’assoluta gratuità per tutti gli eventi in cartellone.

L’evento è realizzato con la consueta partecipazione del Comune di Bitonto ed è inserito nell’ambito della Rete dei Festival, che raggruppa gli eventi più importanti della Bitonto èstate; non è mancato l’apporto dei numerosi sostenitori privati, che hanno in tal modo confermato l’importanza della rassegna organizzata dall’associazione Injazz e, in particolare, i main sponsor Ellegidue Arredo Bagno, Marino Autoyama e Jewellery by Mastrangelo, con il supporto promozionale di Jazzitalia, Bitonto Primo Piano, Comma 3, Da Bitonto, BitontoTV, Bitontolive, Radio 00; Gaetano Lo Porto, fotografo ufficiale del festival.

 

Dal 2001 ad oggi il festival bitontino ha ospitato alcuni tra i più importanti musicisti del panorama jazzistico internazionale, come Javier Girotto, Paolo Fresu, Francesco Bearzatti, John Abercrombie, Marc Johnsonn, Jerry Bergonzi, Joey Calderazzo, Roberto Gatto, Pietro Condorelli, Irio De Paula, Bob Mintzer, Mario Stantchev, Jimmy Owens, Fabrizio Bosso, Bobby Watson, Ray Mantilla, Nicola Stilo,  Mike Stern, Bob Franceschini, Doctor 3, Andy Gravish, Aldo Romano, Flavio Boltro, Tiziana Foschi e Cinzia Villari, Renato Sellani, Sandy Muller, Hadrien Feraud, Awa Ly, Furio Di Castri, Stochelo Rosenberg, Salvatore Russo, Luigi Campoccia, Salvatore Buonafede, Antonio Ciacca, P-Funking Band, Steve Kirby, Greg Hutchinson, Andromeda Turre, Eddie Gomez, Joe La Barbera, Gegè Telesforo, David Kikoski, Seamus Blake, Bireli Lagréne, Jano Quartet, Luca Aquino, Michel Pastre, Benny Golson, Vito Di Modugno, Fabio Morgera, Giuseppe Bassi, Paul Wertico, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Martin Taylor, Magnus Oström, John Parricelli, Eric Marienthal, Dominique Di Piazza, Sarah MckKenzie, Lars Danielsson, Leszek Mozdzer, Rossana Casale, Peter Erskine, Diane Schuur, Marque Lowenthal, Filippo Cosentino, solo per citarne alcuni.

 

Tutti i concerti saranno introdotti da Alceste Ayroldi, saggista, docente e critico musicale (Musica Jazz, editor manager Jazzitalia, editor Musica Jazz web). Dopo l’anteprima del 30 giugno, presso il teatro Traetta, che ha visto la presentazione del libro “Puglia, le età del jazz” del giornalista e docente Ugo Sbisà, seguita dal tributo a Michel Petrucciani del pianista, arrangiatore e compositore barese Nico Marziliano, il festival bitontino entra nel vivo.

 

Otto concerti sotto il tema “Le vie del jazz”, che mirano a declinare l’ampio vocabolario dell’idioma jazzistico. Si parte mercoledì 1 agosto con il primo set affidato alla cantante e compositrice siciliana Daniela Spalletta, accompagnata dal trio degli Urban Fabula (Seby Burgio, pianoforte; Alberto Fidone, contrabbasso; Peppe Tringali, batteria), che presenterà il suo progetto musicale D/Birth. Daniela Spalletta propone una serie di brani inediti di Spalletta, nei quali lo stile compositivo, modellato e influenzato dallo “strumento voce”, si orienta verso molteplici tendenze. Con lei sul palco uno dei gruppi più interessanti della scena jazzistica italiana: gli Urban Fabula. Oltre ai brani di D/Birth, il concerto proporrà qualche anticipazione del prossimo disco, attualmente in lavorazione.

 

Il secondo set (inizio ore 22) vedrà impegnata una delle voci più interessanti dell’attuale scena musicale internazionale: Carmen Souza. La pluripremiata e versatile musicista capoverdiana presenterà a Bitonto, in esclusiva regionale, il suo ultimo progetto artistico creato con Theo Pascal. Creology è un passo naturale verso il mondo Afro, che Carmen Souza & Theo Pascal hanno sperimentato e sentono come proprio, con la musica che in questo disco viaggia, in un percorso transatlantico, da paesi portoghesi ex coloniali, come Capo Verde, Mozambico, Angola attraversando il mare in Brasile, Cuba, atterrando sulle coste di New Orleans. Sul palco, con la musicista capoverdiana, ci saranno Theo Pascal al contrabbasso ed Elias Kacomanolis alla batteria e percussioni.

 

Giovedì 2 agosto (ore 21) spazio al sodalizio Italia-Francia con il quartetto formato dal chitarrista Fabio Zeppetella, dalla sassofonista Geraldine Laurent, dall’organista Emmanuel Bex e dal batterista Amedeo Ariano, che presenteranno il successo discografico – prodotto dalla Jando Music – Chansons!. Un’idea musicale che racconta due mondi vicinissimi, che da sempre si osservano con reciproca curiosità e si influenzano a vicenda. L’Italia e la Francia si stringono la mano e si alleano, mettendo in campo quattro talenti cristallini: Fabio Zeppetella e Amedeo Ariano, a rappresentare il tricolore col verde; Geraldine Laurent ed Emmanuel Bex come ambasciatori del jazz declinato secondo la pronuncia francese. L’inedito quartetto interpreta undici canzoni che raccontano al meglio la tradizione musicale dei due Paesi. Dal capostipite Bruno Martino, passando per De André e De Gregori e arrivando a Pino Daniele, da una parte. Jacques Brel e Leo Ferré, Yves Montand e Joe Dassin dall’altra.

 

Il secondo set (ore 22) sarà appannaggio della stella nascente del latin jazz: il percussionista e cantante cubano Pedrito Martinez.  Nel genere «latino» Pedrito Martinez Group ha spopolato nei locali di Manhattan nell’ultimo decennio: cantante e percussionista cubano, con la sua band ha dispensato musica dai colori forti e ritmi incandescenti, nel solco della migliore tradizione caraibica. Influenzato anche da suggestioni metropolitane che derivavano dal rock, dal pop e dal jazz di New York, Martinez crea un mix di influenze che danno vita ad un «prodotto» capace di offrire una sintesi virtuosa di due mondi. Ha vinto il Premio Thelonius Monk, Premio Sphinx per l’eccellenza ed è stato nominato “Percussionista dell’anno” dall’associazione Giornalisti Jazz ogni anno dal 2014 al 2017. Il primo album del Pedrito Martinez Group (pubblicato da Motema Music) è stato nominato per il Grammy, ed è stato scelto tra gli album preferiti di NPR, del The Boston Globe Critics “Top Ten Album” del 2013. Con Martinez sul palco ci saranno Jhair Sala, percussioni e voce; Sebastian Natal, basso e voce; Jassac Delgado Jr., tastiere e voce.

 

Venerdì 3 agosto, a calcare il palco del Beat Onto Jazz Festival sarà il quartetto italo-asiatico-americano Fratello Joseph Family Affair, con Giuseppe Bassi (contrabbasso), Roberto Ottaviano (sassofoni), Yu Ying Hsu (pianoforte), Tina Raymond, batteria. Il titolo riprende simpaticamente il grado di parentela che lega nella vita e nella musica Giuseppe Bassi con il grande sassofonista italiano Roberto Ottaviano, ma idealmente si riferisce allo spirito di fratellanza che lega ogni musicista di jazz del mondo. Il quartetto infatti si compone di artisti provenienti da diverse parti del mondo: Yu Ying Hsu , pianista Taiwanese, certamente tra le più interessanti musiciste asiatiche dell’ultima generazione e Tina Raymond, statunitense residente a Los Angeles, eccellente batterista e docente accreditata in tutto il mondo. A completare il quartetto, la parte maschile: Fratello Jospeh Bassi e Roberto Ottaviano, oggi entrambi degni rappresentanti del miglior jazz made in Italy nel mondo.

 

Importantissimo appuntamento anche per il secondo set. Infatti, si tratta di una prima assoluta, frutto di una sinergia produttiva che ha visto impegnati l’Orchestra del conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, l’associazione InJazz e l’associazione VoxMedia di Bitonto. Il Duca e il Bardo è una pièce teatral-musicale basata sulla monumentale suite di Duke Ellington Such Sweet Thunder. Nel 1957 la Columbia records pubblicò la monumentale suite in dodici parti di Duke Ellington basata sulle opere di William Shakespeare. La big band del conservatorio Piccinni di Bari, sotto l’accurata direzione di Vito Andrea Morra, che firma anche gli arrangiamenti, metterà in scena il capolavoro ellingtoniano con filologica cura e in collaborazione con l’associazione culturale VoxMedia (associazione di lettori amatoriali, nata per promuovere la conoscenza delle opere dei grandi autori della letteratura mondiale), sotto l’attenta regia di Ciccio Gaudimundo e gli attori Alessia Sicolo, Stefania Rutigliano, Francesco Ricci, Domenico Schiraldi.

 

La kermesse, fiore all’occhiello dell’estate bitontina, chiude sabato 4 agosto con un doppio set di indiscutibile pregio.

La prima parte della serata vedrà sul palco l’Italian Quartet del sassofonista inglese Stan Sulzmann, che rappresenta buona parte della storia del jazz. Con il nome di Sulzmann la mente corre a Kenny Wheeler, con il quale il sassofonista inglese vanta una lunga collaborazione, realizzando una gran quantità di dischi fondamentali del jazz moderno. Ma non solo, perché Sulzmann vanta altre prestigiose collaborazioni: Jony Mitchell, John Taylor, Chet Baker, Clark Terry, Gil Evans, Paul Mc Cartney. Un quartetto coeso e determinato che genera un modern mainstream solidamente radicato nella tradizione jazzistica e permeato da influenze diverse derivanti dalle molteplici esperienze maturate dai componenti il quartetto. Completano il programma alcune composizioni di Massimo Colombo ed alcuni standard, tra i quali non mancherà un omaggio a Kenny Wheeler.  Con il fiatista anglosassone ci saranno il pianista, compositore e docente Massimo Colombo, il contrabbassista Maurizio Quintavalle e il batterista Enzo Zirilli.

 

Alle 22 piazza Cattedrale accoglierà l’unica data pugliese di una delle band più amate e travolgenti della scena jazzistica attuale: gli Yellowjackets. Senza dubbio il gruppo più rappresentativo della Fusion degli anni Ottanta, con quattordici album alle spalle, oltre un milione di copie di dischi venduti e centinaia di concerti in tutto il mondo, gli Yellowjackets sono la più longeva e creativa fusion band della storia. E non solo per un fatto di continuità anagrafica (il gruppo esiste dal 1977), quanto per una esplosiva spinta a sperimentare continuamente linguaggi, fusioni e contaminazioni, e a rivedere il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. Nati nel 1977 con il nome di «The Robben Ford Group», hanno assunto la nuova denominazione nel 1981, dopo l’abbandono del gruppo da parte di Ford. Con l’avvicendarsi dei vari componenti, il gruppo è passato dalle sonorità r&b al jazz. Sul palco: Russell Ferrante al pianoforte, Bob Mintzer ai sassofoni, Dane Anderson al basso e Will Kennedy alla batteria.

 

Tutti gli eventi sono gratuiti.

Info: www.beatontojazz.com; www.facebook.com/beatontojazz.

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