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L'aspetto multireligioso nell'Esercito Italiano.


Oltre la fede 1915 1918Nell'ambito della mostra "Si combatteva qui 1915-1918. Sulle orme degli Alpini nella Grande Guerra" a Palazzo Morigi, sede del Museo del Risorgimento fino al l'8 novembre 2015, Comune di Milano e Comitato per il Centenario Gruppo Alpini Milano Centro "Giulio Bedeschi" hanno proposto sabato 10 ottobre 2015 la giornata di studi "Oltre la fede 1915-1918. L'aspetto multireligioso dell'Esercito Italiano". Tema centrale del convegno, introdotto da Maria Fratelli e moderato da Sergio Tazzer, è stata la spiritualità nel Regio Esercito Italiano e l'attenzione, già allora riconosciuta, alle confessioni religiose dei combattenti, secondo i contesti geografici e culturali di appartenenza.

Oltre al particolare ambito multireligioso, la giornata di studi ha preso in considerazione, con l'intervento di Saverio Almini, l'aspetto morale e psicologico di alcune figure, più o meno note, che studiaroni lo stato d'animo dei religiosi in divisa i quali, se da una parte dovettero obbedire alla morale, in quanto ecclesiastici, dall'altra si trovano di fronte agli obblighi verso la Patria, essendo militari.

Con la circolare del 12 aprile 1915, infatti, il Generale Cadorna introdusse gli ecclesiastici nel Regio Esercito per fornire assistenza spirituale ai combattenti. Successivamente fu costituita una vera e propria Armata di Cappellani Militari in servizio, impegnati nel difficilissimo compito di provvedere al sostegno spirituale e morale dei combattenti di diverse religioni, fra cui la musulmana. Messe da campo per i soldati cattolici e riti analoghi per altre confessioni, distribuzione di materiale devozionale e preghiere al fronte e in trincea furono gli strumenti adottati per contenere le sofferenze della guerra in dimensione religiosa che cercò in ogni modo di attutire nella truppa la consapevolezza e il terrore di una morte tanto tangibile quanto insensata.

In coerenza al concetto si multireligiosità, Giuseppe Platone, Francesco Palazzo e Andrea Bianchi hanno affrontato anche tematiche sino ad oggi poco esplorate, quali i Valdesi in grigio verde, il contributo degli ebrei all'eroismo sui campi di battaglia e gli operai musulmani militarizzati provenienti dalla Libia e impiegati dal Regio Esercito nelle fabbriche di munizioni. Di particolare attrazione l'inedito carteggio proposto da Saverio Almini, fra il cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano dal 1894 al 1921, e il clero, chiamato alle armi in un duplice ruolo, mai affrontato prima. Un'intensa giornata di analisi e riflessione quella presentata al Museo del Risorgimento che, dopo gli interventi di Gianluca Pastori e Gregorio Taccola, con Walter Rossi non ha dimenticato di raccontare il "campo avverso" e l'assistenza religiosa in uso presso l'Esercito Austrungarico.

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