A tu per tu con Giulia Riva

A tu per tu con Giulia Riva
10 settembre 2018

La poliedrica artista lombarda si presta alle nostre domande.


A margine dell’inaugurazione della mostra “Passo sull’arte”, allestita presso un ristorante su via Dante a Molfetta, abbiamo incontrato la poliedrica artista di origini lombardi, ma che ha creato uno stretto legame con la Puglia, Giulia Riva e le abbiamo chiesto di raccontarsi:

 

So che è una domanda scontata, ma da dove arriva questa tua passione per la pittura?

 

Come spesso accade ho sempre avuto la passione del disegno, e questa mi ha portato a diplomarmi Maestro d’Arte presso l’Istituto d’Arte A. Fantoni di Bergamo e, conseguentemente a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, luogo dal quale sono fuggita dopo due anni, rilevando che non era un luogo compatibile con la mia forma mentis.

Dopo di che ho iniziato e completato i miei studi di Graphic Designer al CFP Bauer di Milano, e da qui è iniziata la mia professione di grafica pubblicitaria, con sempre meno tempo per la pittura.

 

Attualmente la tua professione è quindi la grafica pubblicitaria?

 

È stata la mia professione per 14 anni, periodo nel quale ho coltivato sempre anche la mia vena pittorica facendo mostre sia personali che collettive. Nel frattempo avevo incontrato il mondo del tatuaggio che mi ha subito affascinato. Dopo ulteriori studi, abilitazioni e corsi ne ho fatta la mia nuova professione. Quindi attualmente sono Tatuatrice e, come prima,  con sempre poco tempo per la pittura. 

 

Parlaci della tua pittura, ad esempio la tecnica, i soggetti…

 

Sono tutti dipinti ad acrilico a pennello su tela. I soggetti come avete avuto modo di vedere sono tutti legati alla tradizione della natura morta, interpretate in un mio modo personale: do vita a queste “nature morte”  in modo nuovo, giocando prettamente su una illuminazione che arriva in maniera radente e tagliata, creando controluci ed angoli bui nella composizione , dove io non dico tutto ma spesso solo suggerisco, così che lo spettatore possa cercare e trovarvi legami assolutamente personali ed evocativi.

Per aumentare questo gioco il soggetto principale dialoga sempre con vetri, acqua od olio che vanno a creare deformazioni, colori, giochi astratti e a moltiplicare i punti luce.

A rafforzare tutto questo contribuisce il proporre la natura morta assolutamente isolata dal un contesto ambientale. Il soggetto è dipinto su fondo nero, e sorretto da una linea puramente grafica, che evoca in un certo senso la mia provenienza e formazione.

I tuoi dipinti sembrano davvero delle fotografie.

 

Sembrano, appunto, ma i mie dipinti in realtà sono assolutamente non fotografici, anzi, hanno due chiavi di lettura dettate dalla distanza. Da lontano l’occhio li percepisce e riassume come perfettamente fotografici, in realtà, guardati dalla distanza a cui io normalmente lavoro (il mio studio è in un abbaino di poco più di due metri), si percepisce la natura quasi astratta del segno, della pennellata, che nulla ha a che vedere con il riferimento fotografico della composizione. Praticamente lo spettatore vede il soggetto filtrato dal mio modo di vedere le cose.

D’altronde, la pittura fotorealistica richiede tempi di esecuzione lunghissimi (come evidente nei dipinti di mio marito, Alberto Ponno, noto pittore fotorealista ad aerografo) mentre i miei quadri li realizzo in brevissimo tempo perché dipingo in maniera istintiva.

 

Come mai questa esposizione a Passo sull’Onda a Molfetta?

 

Perché ho trovato in Vito Sgherza, titolare di questa bellissima location, una sensibilità e un desiderio di innovazione anche nel campo del food, così da poter far dialogare l’Arte culinaria con l’Arte pittorica.

 

É la prima volta che esponi in Puglia?

 

No, ho già avuto modo di esporre nella vostra terra, a Giovinazzo, nel 2016, in occasione del Festival dell’Aerografia che fu un evento di portata internazionale, anche per la presenza in quell’occasione  del M° Renato Casaro e delle sue indimenticabili ed indimenticate locandine cinematografiche. Anche  in quel caso, comunque, i miei quadri erano dipinti a pennello”. La mostra che  sta riscuotendo un notevole successo, visto la location inedita, l’abbinamento arte ed enogastronomia e la tecnica innovativa delle opere, potrà essere visionata fino al 23 settembre. L’ artista, data l’accoglienza calorosa e il particolare legame creatosi con territorio, ha assicurato che tornerà ad esporre nella nostra accogliente Puglia.

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